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mercoledì 1 ottobre 2014

Red November

Salve, l'altra sera mi son trovato in un pub a giocare a un curioso gioco da tavolo, ispirato a un famoso film (Caccia a Ottobre Rosso), tale gioco si chiama infatti Red November.

Il gioco è un collaborativo molto semplice a livello di regole ma ha alcune meccaniche geniali, di cui parlerò in seguito.

Ambientazione:
La plancia rappresenta uno scalcinato sommergibile nucleare con un sacco di problemi: al bordo della plancia c'è un percorso quadrettato diviso in 60 caselle, che rappresentano i minuti in cui i soccorsi arriveranno a salvare il malcapitato equipaggio; la partita è vinta se i giocatori riescono ad arrivare alla casella 60 senza che il sottomarino affondi prima.
Plancia di gioco: al centro il sottomarino, tutto intorno le 60 caselle.
Meccaniche:
La genialità della meccanica sta nel fatto che il sottomarino è continuamente afflitto da problemi, che i giocatori devono risolvere andando sul posto e tirando un dado a 10 facce, cercando di ottenere un risultato più basso possibile, per esempio: decido a mio gusto di risolvere il problema X in 7 minuti di lavoro, quindi tiro il dado e dall'1 al 7 ho risolto, altrimenti il problema rimane. Siccome ho impiegato 7 minuti a risolvere il problema, la mia pedina avanza sulla plancia dell'arrivo dei soccorsi di 7 minuti, avvicinandomi alla vittoria, attivando però in contemporanea altre crisi.

Gioco completo.
Piccola chicca del gioco sono anche le carte che uno può andare a raccogliere in giro, che rappresentano alcuni oggetti che possono esserci di aiuto, come la muta da palombaro per uscire all'esterno, l'arpione per scacciare il kraken, il piede di porco che ci dà un bonus per aprire le porte o il grog che è necessario per entrare in una stanza colpita da un incendio.
Altra meccanica molto carina è quella legata appunto all'alcol, che se assunto in eccesso rischia di farci svenire, magari in una stanza allagata, segnando così la morte del nostro povero marinaio; in tal caso nessun problema, da sotto coperta compare subito un nuovo fortunello che tenterà di salvare il sommergibile. ^^

Se lo trovate, valutatene l' aquisto perchè é un gioco abbastanza economico e molto carino, oltre che impegnativo come difficoltà.

-Imrik-

mercoledì 2 luglio 2014

Final Fantasy Tactics - Il giochino degli spiegoni!

Il protagonista e il suo portabilissimo abbigliamento.

Ah, le vacanze estive! Per gli scolari durano 3 mesi, i maturandi le sognano un po' più a lungo e gli universitari non sanno neanche che cosa siano. La vostra Xenya, però, ha appena finito gli esami dell'università triennale e ha voluto festeggiare! Ora, siccome andare al mare era troppo mainstream, la vostra prode cacciatrice di post dai capelli rossi s'è fatta accompagnare da Imrik a Livorno, e precisamente in un centro commerciale piuttosto famoso. L'idea era quella di prendere un caffè e fare un giro per i soliti negozi d'abbigliamento, cianfrusaglie e qualunque altra roba da ragazza ventiduenne.
E invece no. Perché davanti all'entrata del centro commerciale c'era LUI. Il GAMESTOP. Gioia e giubilio di chiunque possieda una console abbastanza recente, il paradiso di ogni bambino, e decisamente attraente per chi come me si vuole buttare nelle ceste stracolme di videogiochi usati con tutta la testa. Insomma, per farla breve, siamo andati a prendere 'sto benedetto caffè e poi mi sono buttata dentro il negozio senza neanche guardarmi intorno.
E' cominciato tutto dagli espositori con i giochi usati del Nintendo DS, tra gli sguardi un po' perplessi della gente che ancora non è abituata al fatto che una ragazza possa entrare da GameStop senza essere trascinata a forza. Morale della favola, fra i vari giochini minori che non mi hanno convinto più di tanto per via della probabile scarsa longevità, mi ha attirato una scatolina che riportava il nome "Final Fantasy Tactics A2: Grimoire of the Rift". Usato, alla folle somma di 9.98 €, proprio come il Dragon Quest che mi ha fatta innamorare perdutamente. Sembrava un buon JRPG, uno spin off di Final Fantasy.
Insomma, lo prendo e comincio a giocarci dopo aver dato una lettura veloce al libretto d'istruzioni.

Ebbene, ci troviamo in una sequenza lunga e noiosissima nei panni di un ragazzino che, l'ultimo giorno di scuola, non vede l'ora di iniziare le sue vacanze estive (tanto per rimanere in tema), ma viene messo in punizione per essere arrivato in ritardo. Si trova dunque ad andare in biblioteca, dove trova un libro dimenticato sul tavolo e, siccome non è nella natura dei ragazzini farsi i cavoli propri, comincia a leggerlo. Il libro gli chiede un nome: oltre ad essere un po' stronzetto, 'sto tipo è anche un po' teppista, e ci scrive il suo. Sappiamo tutti che farsi gli affari degli altri non porta a nulla di buono: e infatti il teppista atterra in maniera poco aggraziata in un altro mondo, e precisamente in mezzo ad una battaglia con un pollo gigante. Il capo del gruppo di combattenti ci dice giustamente di levarci da tre passi, ma noi no, vogliamo combattere senza sapere neanche dove cavolo siamo finiti!
Entriamo così nel vivo della battaglia (non senza prima aver letto un dialogo pressoché infinito!), e finalmente possiamo prendere controllo del personaggio e delle altre unità. Ci viene spiegato lo stretto indispensabile, e inizialmente non è facile capire come funzioni la battaglia (oltre al fatto che il touch screen non fa mai quello che vuoi tu, e la cosa è davvero irritante!). Inoltre, per quanto il mio livello di inglese sia molto buono, la lingua straniera è un handicap per un neofita. Voglio dire, io non sono mai riuscita a finire Final Fantasy X in italiano...

Beh, dopo la battaglia (inutile dire che ho perso miseramente!), il capogruppo ci spiega che siamo in un clan di un mondo chiamato Ivalice, di cui adesso facciamo parte e a cui possiamo pure dare un nome. Fin qui, niente di strano. Noi gli raccontiamo del fatto che dobbiamo tornare a casa a pulire la biblioteca e tutto quello che è successo, e anche qui tutto a posto. Il problema è che adesso entriamo nel vivo delle spiegazioni, che sono INFINITAMENTE LUNGHE. Ok, è una bella cosa avere una specie di tutorial che aiuti chi gioca per la prima volta, ma c'era proprio bisogno di mettere 10 finestre di dialogo per ogni azione? Infatti, ogni volta che facciamo un'azione nuova, il tipo di turno ci spiegherà il come, il quando e il perché. E siccome le azioni possibili sono davvero tante (equipaggiare e comprare oggetti, scegliere le quest, affrontare esami per far crescere il clan, cambiare classe dei personaggi, aggiustare le abilità, organizzare il bottino...) tutto ciò si traduce in una frustrazione e un fastidio che renderebbero violento il più pacioccone dei santi. Vi basti sapere che ho in cassetta più o meno 3 ore di gioco e ho completato solo 4 quest: il resto sono solo dialoghi! Però le cose essenziali, come quanti HP puoi recuperare usando una pozione, non te le dice nessuno. Santo Cristo, e io gli strumenti che ce li ho a fare se non mi dite come cavolo funzionano?!
Un'altra cosa che mi ha fatto storcere il naso è che non possiamo esplorare la mappa a nostro piacimento. E neanche le città. Possiamo solo scegliere una destinazione o un posto di una città (pub o negozio) e il nostro omino andrà automaticamente a parlare col negoziante. In sostanza, possiamo controllare il personaggio solo nelle battaglie. Ma perché?!
Screenshot di una battaglia.

Beh, tornando per un attimo alla trama, scopriamo che il famoso libro della discordia si scrive da solo ogni volta che portiamo a termine una quest principale: interessante! Dunque, la chiave per ritornare nel nostro mondo risiederebbe proprio nel tomo. Sicuramente originale, niente da dire.

Comunque, questo gioco ha anche degli aspetti positivi, se ve lo state chiedendo. A partire dalla grafica, che è semplicemente adorabile, per arrivare alle battaglie, che sono davvero ben fatte. Una volta preso confidenza coi comandi infatti, sarà molto divertente scegliere e disporre le unità da mandare in battaglia e tener conto delle varie abilità e di alcune strategie, come il fatto che se colpisci alla schiena infliggerai più danni del normale o la possibilità di alcune creature di rispondere a un attacco nemico girandosi e infliggendo danni a loro volta.
Altra caratteristica interessante è l'aspetto "legge": in ogni battaglia ci sarà un requisito da rispettare, come non usare incantesimi di fuoco o non usare armi a distanza. Non è strettamente necessario rispettare la legge, ma farlo darà dei bonus (negli esami dei clan, invece, sarà assolutamente necessario per portare a termine il compito).

Conclusione? Per il momento non mi sta piacendo più di tanto, ma sicuramente continuerò a giocarci per vedere se le cose migliorano, visto che sotto il profilo strategico mi sembra ben fatto e sicuramente ci sono moltissime cose che non posso sapere, essendo ancora all'inizio. Sono abbastanza sicura che nelle fasi più avanzate, con tutte le classi disponibili e tutto il resto, le cose si faranno molto più interessanti.

-Xenya-

sabato 7 giugno 2014

La moda del momento: Games Of Thrones


Non c'è giorno che si scampi, ogni volta che apro faccialibro mi ritrovo la bacheca piena di post di Games Of Thrones, per gli amici semplicemente GOT.

Ma di cosa si tratta esattamente e come mai ha avuto questo boom, tale da accostare al fantasy moltissime persone che il fantasy l'avevano schifato fino a pochi giorni prima?.

Andiamo per gradi, partendo da una premessa: io i libri ho cominciato a leggerli circa 8 anni fa, ben prima che diventasse mainstream grazie alla messa in onda della serie TV.

Dopo essermela tirata un poco, proseguiamo su cosa sia quest'opera: "Games of Thrones", conosciuta anche come "A Dance with Dragons" o "A song of Ice and Fire" è una saga di libri scritta da George Richard Martin nel 1996, un simpatico vecchietto tanto somigliante a un malvagio Babbo Natale, e ancora non conclusa.

Non starò a raccontarne i fatti, perchè è comunque una saga molto lunga si parla infatti per ora di circa 5000-6000 pagine scritte.

Tutto si svolge nelle terre di Westeros, un continente diviso in una serie di feudi medievali, sotto la guida della famiglia regnante Baratheon, salita al potere con una sanguinosa guerra da circa una quindicina di anni, dopo aver detronizzato violentemente i Targaryen, la precedente casata regnante.
I personaggi delle varie casate si muovono in un intreccio molto complesso ma perfettamente logico di intrighi, passioni, colpi di scena e imprevisti in grado di lasciare a bocca aperta anche il più smaliziato dei lettori.

Sono plurimi i fattori che lo rendono una lettura (o una visione in caso della serie TV) intrigante:
-la quantità di colpi di scena
-il realismo con cui le cose accadono anche per fatalità, personaggi eroici possono morire come dei pirla, altri sui quali magari non scommetteremmo niente riescono ad avere successo, altri ancora semplicemente muoiono perchè un altro personaggio più potente ha deciso così.
-l'umanità dei personaggi stessi: ogni protagonista è tremendamente umano, pieno di debolezze e dubbi, inoltre sono tutti caratterizzati con attenzione ed è impossibile non affezionarsi o immedesimarsi in qualcuno.
-i temi trattati molto forti: la guerra vista come bassa macelleria, l'omicidio gratuito fatto solo "perchè posso farlo", l'incesto, le violenze di ogni sorta si ritrovano spesso nella narrazione come nella cronaca nera più scabrosa, così come momenti di tenerezza o eroismo di estrema intensità.

Tutto questo e molto altro ancora ha creato un nutritissimo gruppo di fans, sia cosplayer che non, i quali seguono con passione le vicende dei personaggi creati da Martin.

Per quanto mi riguarda amo moltissimo questa serie, anche se talvolta i libri possono avere dei lunghi tempi morti, o perlomeno la tensione che si ha nell'attesa che "accada qualcosa" è smorzata dal fatto che "quel qualcosa" magari va ad accadere 600 pagine dopo.

A parte questo, consiglio a tutti quantomeno la visione della serie TV, tutelandosi di una buona scorta di fazzolettini per le improvvise, violente, inaspettate morti per le quali Martin è diventato famoso (o famigerato).

Buona lettura,

-Imrik-

domenica 11 maggio 2014

La Spezia Comics & Games


Buongiorno a tutti!
Eccomi qua, reduce dal La Spezia Comics & Games, fiera a ingresso gratuito a cui ho partecipato per la prima volta! E come ogni volta, non potevo certo farvi mancare la mia personalissima recensione della fiera e il racconto delle nostre avventure fumettistiche!

Io, Imrik e un altro paio di amici siamo partiti da Pisa con molta calma e siamo arrivati poco prima  dell'ora di pranzo. Sono andata in bagno a mettermi il cosplay e ci siamo riuniti, dando il via al nostro giro per le bancarelle. Nonostante io non abbia trovato ciò che cercavo, tutti gli stand erano in media molto ben forniti e potevano potenzialmente soddisfare tutti i gusti. Pupazzi dei Pokémon, gadget correlati a molti anime diversi, armi ed armature per il GRV, accessori in stile sweet lolita, manga, videogiochi, accessori per cosplay: in tutta questa varietà, andarsene dalla fiera senza aver comprato nulla era davvero difficile! Inoltre, sono stata molto felice di trovare lo stand de Lo squalo bianco, abbastanza noto nel panorama fieristico del centro Italia, che vende cibo sia giapponese che orientale ed etnico in genere, sia da consumare sul posto che da portar via! Io personalmente sono una fan di questi ragazzi, e non mi porto mai il cibo da casa se so che li troverò in fiera. ^^
Altro elemento interessante, gli artisti e fumettisti che disegnavano e dipingevano a stretto contatto col pubblico. A onor del vero non ne conoscevo neanche uno, ma alcune opere esposte erano così belle da far rabbrividire!

C'era anche un piano superiore, prettamente dedicato ai videogame e ai vari tornei, ma era davvero piccolo, e comunque non sono la pesona più adatta per parlarne in quanto non ero interessata e sono tornata subito di sotto. Dalla regia mi dicono, però, che la connessione Internet non ha funzionato fino a mezzogiorno, facendo bestemmiare i partecipanti al torneo di Hearthstone in lingue non ancora inventate. Oltretutto, il torneo è stato dominato da giocatori con un determinato tipo di mazzo (Murloc, una sorta di anfibi/tritoni), a discapito di giocatori più bravi con tipologie di carte diverse: è quindi evidente una necessità di nuove carte e strategie.
Il mio bento *w*
Fra le altre attività, ricordo il raduno degli youtubers (sicuramente c'è stato, ma non ho idea del dove, come, quando e perché) e un set fotografico al parco vicino. Entrambi gli eventi, comunque, sono stati organizzati poco e male, visto che non c'è stato un punto di incontro per il fotoset, a cui perlatro avrei volentieri preso parte, né un indicazione per raggiungere questi fantomatici youtubers. Non che la cosa mi interessasse particolarmente, ma insomma...
L'altra pecca importante che ho riscontrato è che, essendo una fiera piccola, gli stand, per quanto ben forniti, erano davvero pochi: in un paio d'ore siamo riusciti a guardarli tutti almeno quattro volte!

Per quanto riguarda la parte cosplay, invece, il livello non era altrettanto alto, e infatti ho fatto pochissime foto. Anche se molti cosplayer sono arrivati nel pomeriggio, la qualità dei costumi è rimasta comunque medio-bassa. Non che io guardi la gente dall'alto in basso (se non altro perché sono tappa, lol), ma personalmente penso che nelle fiere a ingresso gratuito la gente punti alla comodità. Magari si sceglie un costume semplice, privo di ali o accessori ingombranti che spiccano fra la folla, perché si va in fiera per fare acquisti e fare foto agli altri piuttosto che per sfoggiare il proprio cosplay migliore. Dobbiamo anche specificare che noi siamo andati sabato, e la gara cosplay si sarebbe svolta oggi, per cui è possibile che molti partecipanti abbiano portato il loro costume più elaborato solo per la competizione.
Tuttavia, sono stata felicissima di non vedere quadrilioni di personaggi di League of Legends o Doctor Who, perché stanno cominciando davvero a farmi venire l'orticaria!
Ora che sono stata obiettiva, posso sbilanciarmi e andare nel personale: mi è dispiaciuto vedere che il mio costume non ha riscosso successo quanto speravo, ma per fortuna quei pochi che mi hanno fermato o chiesto una foto erano appassionati con cui ho potuto scambiare due chiacchiere (che poi è, per me, un po' l'essenza delle fiere). Qualcuno addirittura, mentre ero in fila per prendere il mio bento, mi ha riconosciuta perché mi ha visto al CUSPlay, e abbiamo chiacchierato e canticchiato insieme la sigla di Beyblade!

I miei acquisti ^.^
Sempre parlando soggettivamente, ho gradito la "colonna sonora" della fiera, che proveniva dal palco e dagli stand: un bel mix di Disturbed e sigle anime belle toste e pesanti, come quella di Death Note. Niente male! Questo bel sottofondo ha accompagnato tutti i nostri acquisti, che nella fattispecie sono stati:
Imrik
Il fumetto A come ignoranza
Tanica di sangue finto
Colla resinosa per protesi (orecchie, nasi finti ecc).
Xenya
Plushie di Mew
Aquacolor blu
Lattice liquido
Ramen alla salsa di soia
Hello Panda (snack al cioccolato)
In più, uno standista mi ha regalato:
Il numero 19 di Jenny la tennista
Il numero 52 di Angel Heart.

In conclusione, mi sento di dare 7 a questa fiera: niente di eccezionale insomma, ma nel complesso soddisfacente! E mezzo punto va solo ed esclusivamente al mio bento con takoyaki e udon della miglior qualità! ù.ù

-Xenya-

lunedì 21 aprile 2014

Che la dea sia sempre con voi! - Una recensione lunghissima


[ATTENZIONE! QUESTA RECENSIONE CONTIENE SPOILER PESANTISSIMI! NERD AVVISATO...]

Buonasera a tutti!
Come regalo per i miei voti all'università, mi sono fatta comprare un videogioco per il Nintendo DS: Dragon Quest V- La sposa del destino. Poiché la console di riferimento è abbastanza vecchia (sto parlando del primo modello di DS uscito) e il gioco era usato e abbandonato in uno scaffale del Gamestop, il prezzo era davvero ottimo: 9.98 €. La banconota meglio spesa della mia vita!

Veniamo alla recensione vera e propria. Dragon Quest è un JRPG, ovvero un gioco di ruolo giapponese. Il character design, facilmente riconoscibile, è curato da Akira Toriyama in persona, ovvero il creatore di Dragonball: non può quindi che costituire un punto a favore del videogame. La colonna sonora invece, è gradevole ma alla lunga ripetitiva. Niente di insopportabile, comunque! Sul comparto tecnico non ho nient'altro da dire, per me è promosso: naturalmente non sono un'esperta, e parlo da videogiocatrice più che da tecnica.
Andiamo avanti con la storia...

Storia, ovvero come piangere lacrime amare
Nel gioco, o almeno nelle sue battute iniziali, impersonerete un bambino che è partito col padre per un lungo viaggio. Il motivo di questo viaggio vi sarà sconosciuto fino a un certo punto dell'avventura, comunque non lontano dall'inizio. In questa fase affronterete alcune quest semplici e potrete studiare le strategie più efficaci per battere i vari mostriciattoli che comincerete ad incontrare; inoltre incontrerete anche i primi due personaggi che si uniranno al team per combattere insieme a voi.
Vostro padre...
Adesso avrete preso confidenza coi comandi e l'avventura può continuare. La storia, a questo punto, si fa drammatica e commovente [MEGASPOILER: NON LEGGETE SE VOLETE GODERVI LA SORPRESA]: mentre cercate di scappare da un dungeon insieme a un principe che era stato rapito, vi si parerà contro un boss che non riuscirete a sconfiggere... e vostro padre farà una brutta, bruttissima fine. Poco prima di venir fatto esplodere (lo sviluppatore era un maledetto sadico, è evidente), il genitore vi rivelerà il motivo del viaggio, cioè che vostra madre è ancora viva ed è stata rapita a causa dei suoi particolari poteri: vi affiderà quindi il compito di ritrovarla, e di trovare, già che ci siete, l'Eroe Leggendario che può sconfiggere le tenebre. A sei anni. In un mondo vastissimo. Una roba da niente, insomma. Sarete dunque rapiti dal sopracitato boss insieme al principe che scarrozzavate con voi, mentre il cucciolino di Koguar facente parte del vostro team verrà abbandonato al suo triste destino (non mi sono data pace finché non l'ho ritrovato) e lavorerete per 10 lunghi anni come schiavi...

Giovani adulti, riuscirete a fuggire dalla prigione per cercare vostra madre. Affronterete vari pericoli, boss vari ed eventuali, combattimenti sempre più duri, eccetera eccetera, finché... finché non vi sposerete. Chicca di Dragon Quest, nonché fatto che dà il titolo al gioco, è poter scegliere la propria moglie fra tre splendide fanciulle: ai fini della storia non cambia niente, differiscono solo per le statistiche e per il colore dei capelli che avranno i vostri figli. Eh sì, perché mentre ve ne andate a zonzo per portare a termine il vostro delicato compito, si scoprirà che la vostra consorte è incinta. E quando vi porrete il dubbio se sarà un maschio o una femmina, vostra moglie, per fugare ogni dubbio, metterà al mondo ben due gemelli: un maschio e una femmina, appunto. Dopo aver scelto i nomi, vostra moglie verrà subito rapita: nel tentativo di salvarla, verrete pietrificati entrambi e venduti come statue. Insomma, la storia si fa sempre più allegra... non temete, comunque: dopo qualcosa come 8 anni verrete salvati proprio dai vostri figli e potrete riprendere il comando del personaggio! [FINE DEGLI SPOILER, POTETE STARE TRANQUILLI ORA] Lascio a voi il piacere di scoprire il resto della storia (anche se, se avete letto fin qui, ci sarà poco da scoprire...)
In ogni caso, mi ha colpito molto il fatto che tutti i singoli avvenimenti siano strettamente collegati fra loro: hanno un filo logico ben preciso, anche se difficilmente riuscirete a collegare tutto all'inizio.

Esempio di combattimento.
Perché è un ottimo gioco
  • Il punto di forza del videogame, oltre al già menzionato design e alla grafica intesa in senso più ampio, è la strategia. Il fulcro del gioco sono i combattimenti, che sono ottimamente strutturati: ci sono un sacco di cose da tenere in considerazione, dal tipo di equipaggiamento ai Punti Vita dei singoli membri. Inoltre, gli oggetti e gli incantesimi da utilizzare in battaglia sono tantissimi e ci metterete molto prima di conoscerli tutti e saperli sfruttare al meglio.
  • La possibilità di reclutare i mostri che incontrate, dopo averli battuti, è un fattore molto interessante. Alcuni si faranno reclutare volentieri, altri un po' meno, per altri questa possibilità è esclusa. Alcuni hanno magie di supporto molto interessanti, e anche statistiche molto più alte dei membri umani del team.
  • Le side quest, ovvero le missioni secondarie, e le varie "distrazioni" dall'avventura principale sono davvero una chicca. La collezione di souvenir per il museo, le minimedaglie scambiabili con Re Minikin, il boss segreto e il casinò di Fortuna con i suoi vari giochi sono tutti elementi molto ben studiati che garantiscono al gioco una buona longevità, insieme alla buona ampiezza della mappa. E sono davvero divertenti!
  • La storia è così strappalacrime che, anche se al contrario di me siete dei fan dei lietofine, non potrete rimanerne indifferenti. E' davvero bellissima.
  • La potenza dei boss è ben calibrata: alcuni vi faranno tribolare parecchio, altri meno, ma non sono mai né eccessivamente frustranti né troppo facili da battere.

Quindi, Dragon Quest è esente da difetti?
Assolutamente no, ci sono alcuni elementi che mi hanno fatto storcere un po' il naso.
  • Potrà sembrare banale, ma le traduzioni non sono splendide. I dialetti (e sono parecchi!) con cui sono stati tradotti i dialoghi a volte sono disturbanti, e anche alcuni nomi di città e mostri lasciano molto a desiderare. Personalmente, mi rifiuto di credere che il mio papà virtuale venga fatto schioppare da un tale Pope Skriterioska che parla mezzo in russo...
  • Il sistema di salvataggio è opinabile. Se per i salvataggi standard è necessario andare in chiesa a confessarvi, cosa comunque simpatica, al salvataggio rapido (fruibile fuori dai villaggi, in teoria molto utile se si deve affrontare una porzione di mappa piuttosto lunga) non è stata riservata sufficiente cura. Infatti, non solo questo ti obbliga a spegnere e riaccendere la console, ma non è neanche sempre sfruttabile: in alcune parti dei dungeon non è consentito. Questo significa che, in caso di imprevisto, potreste dover ripercorrere parecchia strada.
  • E' vero, i mostri sono simpatici, ma ho idea che gli sviluppatori non abbiano avuto molta fantasia (oltre al fatto che hanno nomi oltremodo ridicoli): in molti casi i design dei mostri sono perfettamente identici, cambia solo il colore!
  • Poiché la saga di Dragon Quest esordì per la prima volta per la PlayStation, questo non è un gioco sviluppato per il DS, ma un remake. E si vede: il touch screen non è usato per niente. Fa eccezione un unico minigioco, per il resto si può usare solo la pulsantiera. Peccato.
Il mio voto finale, comunque, è un buon 8 e mezzo. E' un bel gioco e fa il suo dovere, cioè intrattenere e spingere il giocatore ad andare avanti con la storia, il quale mosso dalla curiosità si chiede in continuazione "e adesso?!".

"Che la dea non ti abbandoni mai!
Ora puoi spegnere la console."

-Xenya-


venerdì 18 aprile 2014

Recensione: "Le leggende di Andor"


Salve, come si intuisce facilmente stasera andrò a recensire il gioco da tavolo "Le leggende di Andor".

Questo gioco sulle prime mi aveva colpito per vari motivi: la grafica ottima, belle le miniature e bella la plancia, inoltre una smodata quantità di segnalini e carte.
Altro motivo il tema fantasy classico: gruppo di eroi fantasy che salva il regno da un'invasione di mostri.
Purtroppo mi ha poi deluso sotto l'aspetto prettamente ludico.

Andiamo però passo passo ad analizzare la meccanica:

E' un collaborativo, dove ogni giocatore impersona un eroe: il mago, l'arcere, il nano o il guerriero umano. Questi personaggi sono in realtà molto simili, in quanto cambia solo il modo di tirare i dadi, ma alla fin fine non hanno abilità caratteristiche carine, né tantomeno particolarmente strategiche.
Con un algoritmo dettato dal gioco stesso, i nemici si avvicinano alla cittadina fortificata che i nostri eroi dovranno difendere, ma alla fine di strategico non c'è molto. E' a tutti gli effetti un "puzzle game", ovvero un gioco dove l'unica difficoltà è trovare la giusta sequenza di movimenti da fare.
Le prime missioni hanno un margine di errore maggiore, quindi si può andare avanti facilmente (anche troppo facilmente) senza fare grandi calcoli; andando avanti invece basta che nel gruppo ci sia una persona con un minimo di capacità di calcolo per sapere dove andranno i mostri e quali sono gli spostamenti che il gruppo di eroi dovrà fare per contrastarli in maniera ottimale.

Sinceramente speravo in un nuovo Heroquest, ma le mie aspettative si sono infrante sull'eccessiva banalità e facilità del gioco stesso.

Nonostante il mio parere mediamente negativo, lo trovo adatto a un pubblico molto giovane, circa sui dieci-dodici anni, magari per farlo avvicinare al mondo fantasy, per vari moivi:
1) è semplice da giocare e assolutamente non frustrante, come talvolta dei giochi troppo difficili, inadatti a un pubblico non gamer;
2) il gioco si narra da solo e potenzialmente un bambino può giocarlo anche senza amici, interpretando più elementi della compagnia;
3) esteticamente è bello ed eroico, butta i giocatori direttamente nella narrazione, quasi raccontando loro una storia che devono mandare avanti.

PS: se pensate che dieci anni siano pochi, io a quell'età giocavo a giochi assai più corposi =^^=

Buongioco,

-Imrik-

sabato 12 aprile 2014

Ezio vs Garrett, chi vincerà?


Oggi vi scrivo di un mio eroe dell' adolescenza da gamer: Garrett, il fantastico ladro pubblicato dalla Eidos Interactive nel 1998, con la serie di videogiochi "Thief".

La serie era composta da tre videogiochi, ambientati in un mondo tra l'alto medioevo e l'età vittoriana macchiata di diverse tonalità steampunk e noir.

Thief the dark project; l'ombra del ladro  1998
Thief the dark project 2; the metal age   2000
Thief deadly shadows    2004

C'era anche un'espansione, detta Thief Gold, che aggiungeva alcune mappe e curava alcuni bug presenti nel gioco.

Nel 2014 il mio vecchio compagno di avventure Garrett è ricomparso, nel videogioco chiamato semplicemente "Thief".

La storia è abbastanza classica, ovvero il protagonista che di per se è un disonesto ma con un codice morale, si trova coinvolto causa furti di robe sbagliate, in un'avventura più grande di lui.
Muovendosi furtivi tra palazzi, sotterranei e case di ogni sorta, rubando tutto ciò che si può, ci si trova a esplorare un mondo cupo, ricco di invenzioni strane e figure misteriose, attrezzati di ogni sorta di oggetto, da pozioni alchemiche a manganelli fino ad avere frecce di ogni tipo.

2 note sul protagonista:

Garrett: il protagonista. Un cinico e fortemente disciplinato maestro ladro, il cui unico desiderio è quello di poter portare avanti tranquillamente la propria attività ma che è coinvolto senza volerlo in una serie di epici eventi. Garrett è un orfano che non ha mai conosciuto i propri genitori e ha vissuto a lungo sulla strada da solo, reclutato e addestrato dai Guardiani, si è poi ribellato contro i loro modi e ha abbandonato l'organizzazione quand'era ancora un accolito e appena prima di diventarne un iniziato. Ora usa le sue abilità naturali, affinate dall'addestramento dei Guardiani, per rubare ai ricchi e donare a sé stesso. Garrett può sembrare freddo e spietato, ma ha anche una sua etica professionale e uccide solamente se necessario. Nel corso delle sue avventure in Thief: The Dark Project, un suo avversario gli ha estratto l'occhio destro che è stato sostituito da un occhio meccanico impiantato da Padre Karras, capo di una banda di tecnocrati steampunk. Questo nuovo occhio sviluppa ulteriori abilità, come la visione crepuscolare o l'ingrandimento, che danno al gioco un'ulteriore spinta al muoversi silenziosamente e all'agire nell'ombra, aumentando l'adrenalina e la tensione che si crea.

Le cose che più mi hanno colpito: 

A differenza di altri videogiochi come per esempio la serie di Assassin's Creed, alla quale trìbuto di essere un ottimo gioco di parcour, Thief  è davvero un gioco stealth, dove è impensabile buttarsi a troncamacchia tra le guardie, dove già l' 1vs1 è problematico.
Quando ci si muove si deve sempre tenere d'occhio le condizioni di luce e i rumori, cosa che solitamente in altri giochi è completamente ignorata; inoltre l'intelligenza artificiale della serie, già dal 1998 è superiore di parecchie lunghezze alle guardie anche dell'ultimo Assassin's Creed o dei vari Metal Gear.

Adesso torno a giocare all'ultimo capitolo ^^
Buon gioco a tutti ^^

-Imrik-


mercoledì 2 aprile 2014

Google Maps diventa un Pokédex!



Bentornati sull'Antro dei geek!

So di essere in ritardo, ma non potevo esimermi dallo scrivere qualcosa riguardo al pesce d'aprle migliore di sempre.
Il "signor Google", in collaborazione con Nintendo, ha fatto uno scherzo davvero simpatico: in data 1/4/2014, infatti, l'applicazione Google Maps per smartphone si è trasformata in un vero e proprio Pokédex!

Questo "pesce d'aprile", fruibile da chiunque abbia uno smartphone con sistema operativo iOS o Android, funziona così:
- Aggiornate l'applicazione di Google Maps.
- Apritela.
- Cliccate su "Inizia", dove accanto c'è la Pokéball.
Fatto ciò, sarete immediatamente trasportati al CERN di Ginevra, trasformato in un Laboratorio Pokémon per l'occasione. Nei dintorni potrete già trovare alcuni Pokémon: cliccateci sopra e poi toccate la Pokéball che comparirà accanto alla scritta "Cattura".
Adesso potete incominciare ad andare a spasso per il mondo (basta effettuare una normale ricerca dei luoghi con Maps), catturando tutti i Pokémon che trovate a giro. Sono 150 in tutto, e comprendono sia alcune vecchie glorie che mostriciattoli delle nuove generazioni. La sfida è resa ancora più difficile dalla presenza di diversi doppioni.
Purtroppo, ho sentito dire che l'aggiornamento scade oggi. Peccato! Avevo trovato un modo simpatico per far passare il tempo durante le lezioni in cui mi annoiavo...

L'avete provata? Cosa ne pensate? Io ho catturato una settantina di Pokémon nel giro di 2 giorni. I miei studi ne hanno un po' risentito...

-Xenya-

giovedì 20 marzo 2014

LOL o DOTA 2 ?




Qua si va ad indagare su una divisione che spacca il mondo in due metà: DOTA 2 o LOL?
Cominciamo da un minimo di storia; tutto nasce con una modalità di combattimento di Warcraft 3 detta Defence Of The Ancients (da qui l'acronimo DOTA), dalla quale a suo volta prende spunto il gioco della Riot: League Of Legends (LOL per capirsi).
 
Sono entrambi MMOG (Massive Multiplayer Online Games), ovvero: due squadre di giocatori PVP si scontrano scegliendo il proprio eroe in una mappa di gioco contraddistinta da 2 basi agli opposti dalle quali partono i vari personaggi.
Sulla mappa ci sono varie torri di difesa, il gioco consiste per entrambi di sfondarle fino ad arrivare alla base avversaria e distruggerla. Per distruggere le torri banalmente vanno picchiate, magari coadiuvati dalle truppine che la propria base manda a schiantarsi sotto le torri nemiche.
Gli eroi guadagnano soldi sia ammazzando queste truppe avversarie (o direttamente gli eroi) che buttando giù torri.
Con i soldi guadagnati in partita si comprano oggetti che a loro volta potenziano il proprio personaggio, rendendolo via via sempre più forte/veloce/resistente.

Veloce ricapitolo perchè sto andando sul tecnico:
Warcraft 3 (strategico) -> Defence Of The Ancients (MMOG) -> League Of Legends (MMOG)

In qua tutto uguale, la differenza principale è che tendenzialmente DOTA 2 è molto più flessibile come ruoli del proprio team, mentre a LOL c’è una maggiore rigidità sui ruoli da scegliere. Significa che su ogni diversa strada dove ci sono le torri deve esserci una tipologia di eroe precisa, altrimenti si tende a partire svantaggiati. Per essere più tecnici farò questa differenza: nella linea più in basso di LOL ci vanno al 99% un supporto e un carry, a DOTA2 ci possono andare dai 3 al solo eroe.

DOTA 2 ha inoltre un sistema di comprare gli oggetti più dinamico, avendo la possibilità di farseli arrivare dove si trova l’eroe, mentre a LOL è l’eroe a dover rientrare in base ogni volta per comprare.
DOTA 2 ha la possibilità di mettere in pausa, anche contro giocatori, mentre LOL no.

LOL ha un setup di preparazione alla partita molto interessante, con una parte di gestioni di abilità, rune e altri ammennicoli direttamente fuori dalla partita, decisamente migliore e più ricca di DOTA2.
Entrambi hanno il pregio di essere gratuiti per ogni funzione del gioco tranne le parti estetiche, per esempio uno con soldi reali può comprarsi delle “vesti” dei personaggi, ma comunque non ci sarà nient'altro da comprare. In tal modo ogni giocatore è messo alla pari indipendentemente dal fatto di spenderci o meno.

Detto ciò: voi a cosa giocate? Cosa preferite? Avete provato l’altro dei 2 giochi proposti? Dal punto di vista mio, io per ora mi tengo LOL, ma magari chissà, in futuro potrei anche decidere di cambiare.

Buongioco ^^

-Imrik-

martedì 18 marzo 2014

PISACON!



Salve, questo weekend io e Xenya ci siamo separati per andare a due eventi distanti, e io mi son occupato del Pisacon, un evento ludico che si è tenuto alla vecchia Stazione Leopolda, organizzato dall'associazione ludica La tana dei goblin.

L'evento è cominciato alle 10:00 del sabato e si è protratto fino a mezzanotte del sabato stesso, per poi interrompersi e proseguire nuovamente domenica mattine e pomeriggio fino alle 20:00.

Erano 2 giornate a tema prettamente ludico, quindi si sono dati appuntamento vari negozi e attività piuttosto che cosplayers (anche se abbiamo avuto un paio di persone mascherate).

La fiera si è basata quasi esclusivamente sulla dimostrazione e la vendita di giochi di ogni sorta, dalla manualistica per GDR, a ogni sorta di giochi da tavolo, dal vecchio Coloni di Catan fino agli ultimi arrivi, come Westerplatte o Nieuw Asterdam.

Degne di nota in particolare sono state due cose: la prima erano alcuni diorama costruiti con le Lego, davvero impressionanti, tanto che la batcaverna è stata fotografata e messa sulla pagina Facebook Mondo di nerd (potete osservarla QUI); la seconda invece il torneo di Ticket to ride, noto gioco da tavolo, che prevedeva per il vincitore il viaggio di selezione agli europei a Parigi (mica pizza e fichi).

C'è stata una buona affluenza di pubblico in entrambi i giorni, piacevole soprattutto notare la generazione passata di giocatori oramai intorno ai 40 anni, che ha costruito i propri nuclei familiari e sta iniziando i piccoli nerd al gioco; infatti c'è stata una forte richiesta di giochi per l'età 2-6 anni.

A livello commerciale si è dimostrato un impegno importante, soprattutto in momenti in cui spendere per dei giochi non è sempre cosi scontato.

Ultima menzione estremamente positiva, che di sicuro ha favorito l'affluenza è stato l'ingresso completamente libero, che ha permesso a ogni sorta di curioso di avvicinarsi, provare dei giochi e passare una giornata diversa dal solito.

Buongioco ^^

-Imrik-

venerdì 14 marzo 2014

Hearhstone, la beta eterna


Salve giocatori di ogni sorta, oggi scrivo incavolato su Hearthstone, il nuovo gioco strategico di carte online della Blizzard.
Premessa: ogni volta che la Blizzard tira fuori un gioco, la gente sta con la bava alla bocca aspettando rivoluzioni del mondo gamer, dato che non c'è bisogno di ricordare (spero) che la Blizzard ha partorito giochi del successo di Diablo, Starcraft e Warcraft....
Per mesi sono montate aspettative per questo nuovo gioco, pensando potesse essere la rivelazione dell'anno, in realtà ha due enormi difetti: 1) è di una banalità strategica non indifferente, 2) è in beta tipo da Agosto e ancora non si vede una versione definitiva del gioco.

Deck building:

Andiamo per gradi: il richiamo è all'ambientazione di Azeroth, con le varie creature che abitano il mondo di Warcraft e le regole sono molto semplici:
Ci sono 9 eroi da scegliere, una per ogni tipologia di mazzo,
Jaina -> mago
Malfurion -> druido
Garrosh -> guerriero
Anduin -> sacerdote
Uther -> paladino
Gul'Dan -> stregone
Valeera -> ladro
Rexxar -> cacciatore
Thrall -> sciamano

Una volta scelto l'eroe, ci si costruisce il mazzo da 30 carte sopra, sceglibili tra una prima pool di carte generiche che vanno bene per tutti gli eroi, e una seconda pool di carte specifiche usabili solo a seconda dell'eroe. Ogni eroe ha inoltre un potere specifico che personalizza ulteriormente la scelta del proprio mazzo.

Regole:

Si parte con l'eroe in campo, che ha 30 punti vita, si fa un testa o croce per vedere chi inizia e si può scartare dalla mano iniziale le carte che non ci piacciono per pescarne altrettante; chi inizia pesca 3 carte più la quarta di mano,  il secondo giocatore parte con 4 carte più una quinta che è un cristallo che dà 1 mana usa e getta, arrivando a 6 con la carta pescata.
A ogni proprio turno, partendo da 0, si genera 1 cristallo di mana usabile nel turno stesso; questo vuol dire che avremo 1 cristallo al primo turno, 2 al secondo, 3 al terzo e cosi via fino a dieci cristalli di massimo. Quando si usa un cristallo del mana, questo viene "scaricato" e non potrà essere usato nuovamente fino al possimo round.
A che servono i cristalli? ovviamente ogni carta ha un costo proporzionale alla sua forza, da pagare in cristalli.

Tipologie di carte:

Ci sono:
  • Carte creatura, che hanno una riserva di punti ferita, un valore di attacco e vari poteri specifici descritti nella carta stessa.
  • Carte magia, che hanno un utilizzo "usa e getta", tipo : "pesca 2 carte" oppure "infliggi X danni"
  • Carte equipaggiamento, che danno bonus direttamente all' eroe, solitamente la possibilità a sua volta di attaccare come fosse una creatura evocata.

Come si vince:

Semplice, si vince portando a 0 la vita dell'eroe avversario.

Modalità di gioco:

Ci sono tre modi di giocare a Hearthstone:

  1. Allenamento, ovvero si gioca contro un bot del gioco, stupido come pochi.
  2. Sfida (a punti o senza punti,) che è un 1 vs 1 con altri giocatori.
    Nella sfida a punti ci sono 25 livelli di rank, a seconda del numero di vittorie che si riesce a ottenere si sale in questa graduatoria.
  3. Arena, (forse l'unica modalità un poco più dinamica) dove ci dobbiamo costruire un mazzo improvvisato con una serie di scelte ripetute, ovvero: per 30 volte si deve scegliere tra 3 carte casuali per costruire il proprio mazzo e dopo fare una serie di scontri contro altri giocatori in arena.
    Queste arene durano fino a che non si perde 3 partite, oppure finchè non se ne vince 9. Più Si vince e più le ricompense saranno alte.

Free to play:

La cosa migliore che è venuta fuori è che questo gioco è gratis, i soldi veri possono servire a comprare buste, ma non c'è nulla che non possa essere comprato con i materiali di gioco.

Ricompense:

Quando si finisce un'arena, si guadagnano varie cose: buste con dentro carte casuali, polvere di cristalli, con la quale si possono costruire le carte specifiche, denaro.
Il denaro si prende anche con le quest che ogni giorno vengono generate dal gioco, per esempio: vinci 2 partite con il mazzo stregone per 40 denari, oppure vinci 7 partite per 60 denari.
Ma che ce ne facciamo del denaro? Eh, il denaro si usa o per comprare buste (100g per 1 busta) oppure per entrare in arena (150g).

Conclusioni:

Premetto che secondo me Hearhstone è stato fatto per far ri-giocare persone a World of Warcraft, ma a parte ciò come gioco è davvero banale, le meccaniche di gioco estremamente semplicistiche e mancano per ora molte carte per creare combinazioni più particolari. Una pool di carte generiche sono più forti e tutti usano quelle alla fine.
Altro lato negativo è il non avere reali cose da fare, uno fa quest per accumulare soldi per fare arene che a loro volta danno soldi per fare altre arene e carte da usare nel formato Sfida. Di conseguenza, nonostante le partite siano brevi, diventa presto un gioco noioso e piatto.

Buongioco ^^

-Imrik-




sabato 1 marzo 2014

MICE & MYSTICS


Mice & mystics

M&M è un gioco collaborativo strategico di grande interesse, divertente sia per un pubblico adulto che per una compagnia di tipo familiare, tipo genitori e figli.


Ambientazione:

Una strega cattiva fa un maleficio al re di un castello incantato, ma il mago di corte, per cercare di risolvere la situazione trasforma i protagonisti in topolini. Gli eventi precipitano quando anche la strega trasforma le sue guardie in ratti e li manda a inseguire il gruppino di eroi, che dovrà districarsi in un dedalo di cunicoli e stanze, fino ad arrivare alla camera finale.

Sistema di gioco:

Come detto è un collaborativo, dove ogni giocatore sceglie un topino e assieme agli altri esplora una mappa ben disegnata, ricca di opzioni, trabocchetti, bivi e continue scelte tattiche. Il gruppo sarà coinvolto in continui scontri con ragni, millepiedi, ratti e di tutto di più, la capacità strategica sarà messa a dura prova e dalla miriade di scelte da fare, mentre si dovrà fare i conti con il feroce gatto del castello….
Ci sono 11 scenari da concludere prima di finire la storia, che continua partita dopo partita, con la possibilità i tenersi alcuni oggetti e l’esperienza dalla missione precedente.
Detto così potrebbe sembrare un gioco quasi per bambini, ma l’ambientazione originale ed estremamente benfatta coinvolgerà anche i giocatori più “seri”, in quanto la forte componente strategica su che strada prendere e che equipaggiamenti scegliere li farà sentire gratificati alla risoluzione degli scontri.

Conclusione: 

Uno potrebbe obiettare che una volta finite le 11 avventure nella scatola base, il gioco termina, ma non è vero: è stata aggiunta un’espansione (heart of Glorm) che aggiunge un altro libro di avventure e due personaggi ulteriori; inoltre domando: quanti di voi hanno giocato un gioco più di 11 volte con lo stesso gruppo di persone?
L’unico difetto che ho trovato è il forte limite a giocare con 4 personaggi, le avventure son pensate per 4, non per 3 o 5. Se siete 3 dovete giocare col morto, se siete 5 uno resta fuori o al limite tiene il controllo degli eventi fungendo da narratore; per il resto lo trovo sinceramente un bel gioco.
Buon gioco ^^

-Imrik-