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Visualizzazione post con etichetta Impressioni. Mostra tutti i post
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mercoledì 24 settembre 2014

LA CROCIATA DEGLI INNOCENTI

Copertina del volume 1.
Salve a tutti cari lettori! Oggi torniamo a parlare di manga, finalmente! Nello specifico, voglio prendere in esame una miniserie composta di soli 3 volumi: La crociata degli innocenti.

Inizio subito col dire che questo manga non è stato un acquisto programmato, me l'ha consigliato il mio fumettaro di fiducia. Inoltre, sono stata attratta dal prezzo di lancio del primo numero, solo 1,95 € (mentre i successivi costano 4,95 €). Faccio anche un'altra premessa: il numero conclusivo non è ancora uscito, che io sappia, per cui mi baserò sui due volumi che ho letto.

La trama, come si evince dal titolo, parla di crociate ed è improntata in Francia. In un piccolo villaggio di cultura prettamente cristiana, vi sono alcuni ragazzini di età compresa fra gli otto e i quattordici anni che sognano di fregiarsi del titolo di templari per riconquistare Gerusalemme e combattere i peccatori. Etiénne, un modesto pastore fortemente cristiano e vero protagonista dell'opera, un giorno riceve da Dio in persona una lettera e una tromba, grazie alla quale può compiere miracoli. Una volta convinto il villaggio della sua purezza di spirito e sincerità, Etiénne "il fancuillo dei miracoli" parte insieme ad altri ragazzini (i "dodici apostoli") alla conquista della Città Santa.
Ma cosa succederebbe se si scoprisse che gli eretici non sono i mostri cornuti che i nostri eroi si sono sempre immaginati, bensì umani come loro?
Pagina del primo volume.

La crociata degli innocenti è un manga decisamente crudele, nonostante il tratto di disegno sia così delicato da far apparire la maggior parte della combriccola come delle donne. I personaggi principali sono fortemente caratterizzati, e ognuno ha un preciso scopo per unirsi alla missione: Etiénne lo fa perché lo sente come un dovere impartitogli da Dio, c'è chi si unisce per essere riconosciuto come Templare, chi perché spinto dai genitori alla ricerca di approvazione sociale e chi per guarire dalla lebbra.

Questo manga è un ritratto dei tempi delle crociate, in cui fanciulli innocenti si scontrano con la crudeltà del cristianesimo e della realtà dell'epoca.
Insomma, senza farvi troppi spoiler, è un manga che mi sento davvero di consigliarvi, nonostante il mio ateismo mi imponga di leggerlo con un certo distacco.

Dettagli tecnici:
  • Titolo originale: Innocents shounen juujigun
  • Genere: Seinen
  • Autore: Usamaru Euruya
  • Casa editrice: Goen
  • Per un pubblico: Adulto
  • Sovracoperta: Sì

Resoconto personale:
  • Prezzo: Medio
  • Disegni: 8
  • Trama: 9
  • Caratterizzazione dei personaggi: 8.5
  • Voto finale: 8

-Xenya-

lunedì 7 luglio 2014

Sailor Moon Crystal Act 1 - Impressioni e guida anti-rompiscatole!



Signori e signore, ci siamo!
Sabato 5 luglio è finalmente uscito il reboot di Sailor Moon che molti, me compresa, stavano aspettando con impazienza! Lo streaming con sottotitili in varie lingue, fra cui ovviamente l'italiano, è reperibile sul sito Nico Nico... ma fate presto a guardarlo, perché rimarrà gratuito solo per 2 settimane, poi diventerà a pagamento! In ogni caso, potete vedere l'episodio a questo URL: http://ch.nicovideo.jp/sailormoon-Italian

Ovviamente non c'è bisogno che io vi racconti la trama, visto che tutti sanno di cosa parla Pretty Guardian Sailor Moon (Bishoujo Senshi Sailor Moon per i più pignoli), quindi passerò direttamente ai miei commenti e alle mie considerazioni personali.

Il primo episodio è la trasposizione animata del primo capitolo del manga: Act 1 - Sailor Moon. E grazie al cielo è davvero fedele al manga, sia come grafica che come contenuti (a parte l'aggiunta di un paio di particolari qua e là, ma comunque roba di poco conto). La opening è davvero molto bella, sia come melodia che come significato, ed è accompagnata da immagini che hanno poco da invidiare all'edizione cartacea. Anche la ending è molto piacevole, anche se la opening mi piace di più. La storia è, come ho già detto, quella uscita dalla penna della Takeuchi (ben diversa da quella robaccia da bambini che ci hanno propinato sulla Mediaset). E quindi, in definitiva, mi è piaciuto?

Complessivamente sì. Sono molto contenta di averlo visto, e di certo continuerò a seguire con passione le vicende delle Sailor Senshi, anche se ho letto il manga 3 volte. Però ci sono alcuni dettagli che mi hanno lasciata un po' perplessa, e riguardano tutti la stessa cosa: la trasformazione della bella guerriera che veste alla marinara. Andiamo nello specifico:
  • La trasformazione è in computer grafica. Per quanto realizzata bene, non ci incastra assolutamente nulla con il design dell'opera, e rende il tutto un po' forzato. Voglio dire, gli anime sono disegnati in due dimensioni, perché ficcarci una tridimensionalità che stona? Poi beh, se vogliamo essere cattivi, la musica di sottofondo è più bella nella vecchia generazione Sailor... ma questo dipende tanto dai gusti personali!
  • La trasformazione è pressoché identica a quella del vecchio anime che tutti conosciamo: Sailor Moon diventa trasparente, le compaiono gli abiti addosso pezzo per pezzo, fa le sue mosse chic, le compare la luna dietro e blablabla. Ora, nel manga non ci mette assolutamente tutto quel tempo a trasformarsi (pronuncia la formula, i vestiti cambiano e ciao); è forse la differenza più evidente con l'opera in volumetti. Ho l'impressione, però, che sia stata una scelta calcolata per i nostalgici, per non "traumatizzarli" troppo con lo stacco dal vecchio anime.
Qui potete vedere le due trasformazioni a confronto: https://www.youtube.com/watch?v=g1xXXfvBPc0

Altra cosa di scarsa qualità è il sottotitolaggio nella nostra bella lingua: hanno tradotto il nome giapponese dell'acconciatura di Usagi, "odango", con "boccoli", che sono due cose piuttosto diverse. Sarebbe bastata una brevissima spiegazione a margine su cosa sono gli odango, no? Anche la formula con cui si trasforma ("Moon Prism Power! Make up!" nella versione originale) è stata tradotta con il più famoso "Potere del cristallo di luna, vieni a me!". Perfino il nome originale di Milord, Tuxedo Kamen, è stato tradotto con Tuxedo Mask. Davvero, non ce n'era alcun bisogno. Ma tutto sommato, questi sono particolari quasi insignificanti, che non vanno a intaccare la qualità dell'anime: sono io che sono pignola in quanto a un passo dal diventare traduttrice!

Per il resto, penso non ci sia proprio nulla di cui lamentarsi: il design è molto simile a quello del manga, e anche le battute sono praticamente identiche. Quindi, adesso parte il mio personalissimo sfogo: ma perché cavolo la gente continua a lamentarsi e a stare attaccata al vecchio anime?! Volevamo più o meno tutti un'opera fedele a quella originale, e l'abbiamo avuta. Addirittura c'è qualcuno che si lamenta del fatto che in una delle primissime scene (ovvero la protagonista che scappa a scuola perché è in ritardo) manchino, rispetto al vecchio cartone, la spilla magica sul fiocco della divisa scolastica e un toast che Usagi/Bunny si ficca in bocca prima di uscire di casa. Beh, cari geni del male che non siete altro, in quella scena Usagi non ha ancora incontrato Luna, quindi è ovvio che non può ancora avere la spilla. Inoltre, quello stramaledetto toast nel manga NON ESISTE. Fatevene una ragione.

Qualcun altro invece ha avuto la brillante idea di commentare così il primo incontro fra Usagi e Mamoru/Marzio/come lo volete chiamare: "ma perché qualcuno dovrebbe avere uno smoking in pieno giorno?" (nel vecchio anime il tipo ha un abbigliamento un po' più casual). Se la gente si informasse un minimo prima di parlare, saprebbe benissimo che è la stessa Usagi a dirlo nell'originale, e che quindi non c'è nessun bisogno di rompere le scatole rimarcandolo.

Ho capito che lamentarsi è nella natura dell'essere umano, ma qui qualcuno se ne sta approfittando spudoratamente...

Sono comunque contenta che tanti, come me, abbiano invece apprezzato questo primo episodio di Sailor Moon Crystal, e che siamo tanti a non veder l'ora di guardare il secondo episodio, in cui appare la più scrausa delle Sailor (Mercury). No, mi spiace, lei è quasi inutile pure nel manga...

-Xenya-

mercoledì 2 luglio 2014

Final Fantasy Tactics - Il giochino degli spiegoni!

Il protagonista e il suo portabilissimo abbigliamento.

Ah, le vacanze estive! Per gli scolari durano 3 mesi, i maturandi le sognano un po' più a lungo e gli universitari non sanno neanche che cosa siano. La vostra Xenya, però, ha appena finito gli esami dell'università triennale e ha voluto festeggiare! Ora, siccome andare al mare era troppo mainstream, la vostra prode cacciatrice di post dai capelli rossi s'è fatta accompagnare da Imrik a Livorno, e precisamente in un centro commerciale piuttosto famoso. L'idea era quella di prendere un caffè e fare un giro per i soliti negozi d'abbigliamento, cianfrusaglie e qualunque altra roba da ragazza ventiduenne.
E invece no. Perché davanti all'entrata del centro commerciale c'era LUI. Il GAMESTOP. Gioia e giubilio di chiunque possieda una console abbastanza recente, il paradiso di ogni bambino, e decisamente attraente per chi come me si vuole buttare nelle ceste stracolme di videogiochi usati con tutta la testa. Insomma, per farla breve, siamo andati a prendere 'sto benedetto caffè e poi mi sono buttata dentro il negozio senza neanche guardarmi intorno.
E' cominciato tutto dagli espositori con i giochi usati del Nintendo DS, tra gli sguardi un po' perplessi della gente che ancora non è abituata al fatto che una ragazza possa entrare da GameStop senza essere trascinata a forza. Morale della favola, fra i vari giochini minori che non mi hanno convinto più di tanto per via della probabile scarsa longevità, mi ha attirato una scatolina che riportava il nome "Final Fantasy Tactics A2: Grimoire of the Rift". Usato, alla folle somma di 9.98 €, proprio come il Dragon Quest che mi ha fatta innamorare perdutamente. Sembrava un buon JRPG, uno spin off di Final Fantasy.
Insomma, lo prendo e comincio a giocarci dopo aver dato una lettura veloce al libretto d'istruzioni.

Ebbene, ci troviamo in una sequenza lunga e noiosissima nei panni di un ragazzino che, l'ultimo giorno di scuola, non vede l'ora di iniziare le sue vacanze estive (tanto per rimanere in tema), ma viene messo in punizione per essere arrivato in ritardo. Si trova dunque ad andare in biblioteca, dove trova un libro dimenticato sul tavolo e, siccome non è nella natura dei ragazzini farsi i cavoli propri, comincia a leggerlo. Il libro gli chiede un nome: oltre ad essere un po' stronzetto, 'sto tipo è anche un po' teppista, e ci scrive il suo. Sappiamo tutti che farsi gli affari degli altri non porta a nulla di buono: e infatti il teppista atterra in maniera poco aggraziata in un altro mondo, e precisamente in mezzo ad una battaglia con un pollo gigante. Il capo del gruppo di combattenti ci dice giustamente di levarci da tre passi, ma noi no, vogliamo combattere senza sapere neanche dove cavolo siamo finiti!
Entriamo così nel vivo della battaglia (non senza prima aver letto un dialogo pressoché infinito!), e finalmente possiamo prendere controllo del personaggio e delle altre unità. Ci viene spiegato lo stretto indispensabile, e inizialmente non è facile capire come funzioni la battaglia (oltre al fatto che il touch screen non fa mai quello che vuoi tu, e la cosa è davvero irritante!). Inoltre, per quanto il mio livello di inglese sia molto buono, la lingua straniera è un handicap per un neofita. Voglio dire, io non sono mai riuscita a finire Final Fantasy X in italiano...

Beh, dopo la battaglia (inutile dire che ho perso miseramente!), il capogruppo ci spiega che siamo in un clan di un mondo chiamato Ivalice, di cui adesso facciamo parte e a cui possiamo pure dare un nome. Fin qui, niente di strano. Noi gli raccontiamo del fatto che dobbiamo tornare a casa a pulire la biblioteca e tutto quello che è successo, e anche qui tutto a posto. Il problema è che adesso entriamo nel vivo delle spiegazioni, che sono INFINITAMENTE LUNGHE. Ok, è una bella cosa avere una specie di tutorial che aiuti chi gioca per la prima volta, ma c'era proprio bisogno di mettere 10 finestre di dialogo per ogni azione? Infatti, ogni volta che facciamo un'azione nuova, il tipo di turno ci spiegherà il come, il quando e il perché. E siccome le azioni possibili sono davvero tante (equipaggiare e comprare oggetti, scegliere le quest, affrontare esami per far crescere il clan, cambiare classe dei personaggi, aggiustare le abilità, organizzare il bottino...) tutto ciò si traduce in una frustrazione e un fastidio che renderebbero violento il più pacioccone dei santi. Vi basti sapere che ho in cassetta più o meno 3 ore di gioco e ho completato solo 4 quest: il resto sono solo dialoghi! Però le cose essenziali, come quanti HP puoi recuperare usando una pozione, non te le dice nessuno. Santo Cristo, e io gli strumenti che ce li ho a fare se non mi dite come cavolo funzionano?!
Un'altra cosa che mi ha fatto storcere il naso è che non possiamo esplorare la mappa a nostro piacimento. E neanche le città. Possiamo solo scegliere una destinazione o un posto di una città (pub o negozio) e il nostro omino andrà automaticamente a parlare col negoziante. In sostanza, possiamo controllare il personaggio solo nelle battaglie. Ma perché?!
Screenshot di una battaglia.

Beh, tornando per un attimo alla trama, scopriamo che il famoso libro della discordia si scrive da solo ogni volta che portiamo a termine una quest principale: interessante! Dunque, la chiave per ritornare nel nostro mondo risiederebbe proprio nel tomo. Sicuramente originale, niente da dire.

Comunque, questo gioco ha anche degli aspetti positivi, se ve lo state chiedendo. A partire dalla grafica, che è semplicemente adorabile, per arrivare alle battaglie, che sono davvero ben fatte. Una volta preso confidenza coi comandi infatti, sarà molto divertente scegliere e disporre le unità da mandare in battaglia e tener conto delle varie abilità e di alcune strategie, come il fatto che se colpisci alla schiena infliggerai più danni del normale o la possibilità di alcune creature di rispondere a un attacco nemico girandosi e infliggendo danni a loro volta.
Altra caratteristica interessante è l'aspetto "legge": in ogni battaglia ci sarà un requisito da rispettare, come non usare incantesimi di fuoco o non usare armi a distanza. Non è strettamente necessario rispettare la legge, ma farlo darà dei bonus (negli esami dei clan, invece, sarà assolutamente necessario per portare a termine il compito).

Conclusione? Per il momento non mi sta piacendo più di tanto, ma sicuramente continuerò a giocarci per vedere se le cose migliorano, visto che sotto il profilo strategico mi sembra ben fatto e sicuramente ci sono moltissime cose che non posso sapere, essendo ancora all'inizio. Sono abbastanza sicura che nelle fasi più avanzate, con tutte le classi disponibili e tutto il resto, le cose si faranno molto più interessanti.

-Xenya-

sabato 14 giugno 2014

No game no life - Impressioni a caldo


Salve a tutti e benvenuti a una nuova puntata de L'Antro dei geek! Oggi vado a parlarvi della mia prima impressione su No game no life, nuovo anime uscito da poco e attualmente in corso. Per il momento ho visionato solo 5 episodi, quindi va da sé che la mia opinione potrà cambiare in qualunque modo man mano che andrò avanti. Altra piccola specificazione: molti l'hanno messo a confronto con Sword Art Online in virtù di alcuni punti di contatto fra le due opere, ma io sorvolerò su questo paragone perché non ho mai visto SAO. Bando alle ciance, comunque!

La trama è piuttosto originale: nel mondo virtuale esistono 4 personaggi che vincono sempre. Non importa a quale gioco si stia giocando, loro si aggiudicano sempre la vittoria, tanto da diventare delle vere e proprie leggende fra i gamers. Poiché i nomi dei loro account sono vuoti, vengono chiamati semplicemente "Blank". In realtà, questi 4 personaggi sono controllati da due sole persone, ovvero due inseparabili fratelli: Shiro, ragazzina di undici anni e suo fratello maggiore Sora, due NEET (in sostanza persone che non lavorano né vanno a scuola).
Un giorno, i due ricevono una misteriosa mail in cui vengono sfidati a una partita a scacchi: neanche a dirlo, vince Shiro. Arriva quindi un'altra mail, in cui viene chiesto loro se apprezzano il mondo in cui stanno vivendo e se vorrebbero vivere in un mondo diverso, dove TUTTO è regolato da giochi.
I due entusiasti fratellini vengono dunque catapultati in questo mondo e incontrano il suo Dio, Tet, che illustra loro le regole di questo strano e magico luogo.
Shiro e Sora non tardano ad ambientarsi e cominciano subito a sfidare altre persone per completare le varie quest: trovare un posto dove vivere, guadagnare soldi per sopravvivere, eccetera.
Fin qui sembra tutto una simpatica favoletta, ma gli avvenimenti prendono una piega leggermente più triste man mano che la situazione viene approfondita: ci sono 16 razze in tutto, e gli Imanity (ossia gli umani) sono quella più debole, col territorio più piccolo e la situazione più disastrata. Inoltre, al trono sta per salire una persona che ha barato in uno scontro. E poi, quale sarà l'obiettivo finale?
Non vi svelerò di più per evitare possibili spoiler!

E' un anime molto cervellotico, in cui anche una semplice partita a morra cinese richiede allo spettatore una concentrazione notevole per seguire i discorsi sui calcoli della probabilità. Inoltre gli imprevisti sono molto interessanti, e possiamo trovare elementi interessanti come pezzi degli scacchi con volontà propria e trabocchetti simpaticissimi.
Ci sono però degli elementi che non mi hanno convinto del tutto. La grafica è esageratamente moe e non si accosta bene con una trama del genere. Il rapporto tra i due fratellini è così morboso da sembrare quasi un incesto (e per quanto non ci siano scene spinte, è una cosa che non ho mai sopportato negli anime). Le scene comiche mi sembrano o forzate o messe completamente a caso, e a volte entrambe le cose, tanto per riempire lo spazio fra un gioco e l'altro.

In ogni caso non credo che lo dropperò, voglio vedere se andando avanti queste critiche verranno smentite o meno. Inoltre, i giochi (che sono l'essenza dell'anime, a quanto ho potuto vedere finora), per quanto impegnativi da seguire, mi hanno presa abbastanza, essendo un elemento piuttosto originale che distingue questo anime da altri che, alla fine, sono sempre la stessa minestra riscaldata.

EDIT: Sono attualmente in pari con l'anime, ovvero ho visionato tutti gli episodi fino al 9. La situazione si sta facendo complessa e interessante, ma non dirò nulla di più! Per ora non so se consigliarlo o meno... staremo a vedere. Non deludetemi, Blank!

-Xenya-


giovedì 27 marzo 2014

GO to DMC! - Pagine molto metal

Krauser II.
Chi mi conosce, anche solo superficialmente, sa che sono appassionata di manga e amo la musica metal: ebbene, potete immaginare la mia gioia quando ho scoperto l'esistenza di un'opera che racchiudeva entrambe le mie passioni? Eh? No, non potete.
E così ho cominciato a seguire il manga di Detroit Metal City, edito dalla Goen, facilmente reperibile nelle fumetterie e arrivato attualmente al numero 5. Oltre a far impallidire qualunque cattolico grazie alle sue copertine grondanti metal estremo, il manga "vanta" un disegno rozzo, volgare e poco pulito: insomma, semplicemente perfetto per il tema trattato!

La trama è semplice: Negishi Soichi, ragazzo di campagna appassionato di pop svedese, si trasferisce a Tokyo non solo per frequentare l'università, ma anche per coltivare il suo sogno di diventare un musicista dedito al genere di cui sopra. Intanto però (e non ci è dato di sapere come) si ritrova ad essere vocalist nonché leader di un gruppo death metal abbastanza noto, i Detroit Metal City appunto, con lo pseudonimo di Johannes Krauser II. Principalemente a causa della violenza dei testi scritti dal nostro impacciato e timidissimo Negishi e delle performance ai limiti della decenza, il gruppo è costantemente al centro di assurde leggende.
Non a tutti è dato sapere il segreto di Negishi, dal momento che a lui il death metal neanche piace e i suoi genitori e la ragazza di cui è innamorato non lo accetterebbero mai.
Sì, la trama è banale: non lo è altrettanto, però, l'alternanza di carattere del protagonista, che si ritrova a combattere con le sue due personalità (Krauser e Negishi) nei momenti meno opportuni, finendo in situazioni sempre ridicole, imbarazzanti e che fanno piangere il lettore... dalle risate.
Sì, sono la stessa persona.

Arrivata al numero 4, devo ammettere che il tono delle gag mi sembra un po' calato. Più che la ripetitività, il maggior difetto di questo manga sta nel dover trovare a tutti i costi pretesti per far fare figure imbarazzanti al povero Negishi, cosa a mio parere non sempre ben riuscita. Del resto, non è mica facile tenere in piedi 10 volumi di manga senza una trama vera e propria, soprattutto quando l'unico fattore che lo fa andare avanti è l'umorismo! Io comunque continuerò a seguirlo fino alla fine... perché sotto sotto, ogni volta che leggo un volume non vedo l'ora di sapere cosa succederà nel successivo!

Detroit Metal City è la commedia dell'equivoco, che enfatizza e, perché no, prende per i fondelli le leggende che ruotano intorno ai gruppi metal. Attenzione però: l'intento del manga non è né di osannare il genere musicale in questione né di ridicolizzarlo. DMC ha solo la pretesa di farci ridere come matti grazie alle mille assurdità combinate dal protagonista. E' mia modestissima opinione che DMC sia classificabile come manga estremamente di nicchia. Mi spiego: se siete dei puristi del metal che si scandalizzano quando la vostra musica preferita viene toccata, non seguitelo, potreste farvi il sague amaro senza ragione. Ve lo sconsiglio fortemente anche se non siete appassionati del genere: solo chi è invischiato un minimo nel panorama metal può capirlo ed apprezzarlo appieno.
Se volete provarlo senza spendere, tanto per vedere di cosa si tratta, può valere la pena dare un'occhiata all'anime: è composto da soli 12 episodi e potrebbe essere utile per decidere se acquistare il manga o meno.
He's real! Immagine tratta dal live action.

Naturalmente non posso dare un guidizio definitivo finché non avrò letto il numero 10, che conclude la serie. Ma, visti gli scherzoni che mi sta giocando la Goen, temo che dovrò aspettare fino alla fine dell'anno per vedere concluse le avventure di Krauser II. Nel frattempo, aggredirò il numero 5 sperando in una mezz'ora di sane risate!

sabato 8 marzo 2014

Kill la kill - Impressioni a tiepido

Ho un profondo rigetto per anime e manga mainstream. Non è né per pregiudizio né per fare la hipster; di solito è semplicemente una cosa automatica: tutti parlano bene di quell'anime, lo guardo, non mi piace. E' successo così con Naruto e anche con One Piece (scusate, ma i disegni di Oda non riesco proprio a mandarli giù!).
Ryuuko (s)vestita da Senketsu.
E la prima impressione che mi ha fatto Kill la kill non è un'eccezione: dopo i primi 3 episodi avevo una gran voglia di flippare il Macinstosh giù per le scale. Per tutta la durata di questi episodi sono rimasta a farmi una domanda fondamentale: ma questa cosa ce l'ha una trama o sono solo tizie che combattono con le natiche al vento? Per non parlare dei disegni, decisamente grossolani. Ma chi non l'ha visto non può sapere di cosa sto parlando; dunque, procediamo con ordine.

Il liceo Honnouji è una vera e propria città con il suo sistema governativo. A seconda del tuo livello all'interno della scuola, avrai un migliore o peggiore tenore di vita. Se sei particolarmente forte, indosserai un'Ultradivisa, ovvero un abito composto in parte da fibre speciali (Biofibre) in grado di darti molti poteri, la cui potenza può variare da una a tre stelle. A capo di tutto questo c'è la prepotente Satsuki Kiryuin, che ci viene presentata come la classica snob di turno abituata a guardare tutti dall'alto in basso.
In questo paradossale liceo arriva una nuova studentessa: Ryuuko Matoi. Possiede la metà di una spada a forma di forbice, che sarà (dice lei) la chiave per trovare l'assassino di suo padre, poiché il suddetto assassino ne possiede l'altra metà. Questa simpaticona con i capelli bicolor, convinta che Satsuki sia l'artefice dell'omicidio o che comunque ne sappia qualcosa, la sfida apertamente. In tutto questo trambusto, e stiamo parlando solo dei primi episodi, Matoi viene in possesso di una divisa in grado di comunicare con lei e ragionare autonomamente: un kamui (o abito sacro, se preferite), composto al 100 % di Biofibre e quindi particolarmente potente. Ed essendo in grado di pensare, perché non dargli un nome? Matoi dà alla sua divisa il nome di Senketsu, ovvero sangue fresco. Ma, ovviamente, Satsuki non se ne poteva stare con le mani in mano a vedere all'opera la nostra teppista pluritinta: e infatti, anche lei indosserà un candido kamui dal nome Junketsu (purezza).
Satsuki e il... supporto di Junketsu.
Fin qui la trama potrebbe sembrare non avere alcun senso logico: e di fatto, non ne ha. Kill la kill si presenta come un anime demenziale, composto di combattimenti fra una tizia mezza nuda (quando Senketsu si risveglia lascia tutte le grazie di Ryuuko al vento, e così l'altro abito sacro) e avversari di volta in volta più buffi e assurdi. La battaglia si apre quando Satsuki scaglia contro la sua avversaria i vari capi dei club scolastici, dando vita a combattimenti più che esilaranti in cui, a causa delle animazioni, non si capisce un ricco accidenti. Il fanservice è talmente presente ed evidente che mi ha fatto rizzare i capelli dallo sgomento (e non è che ne abbia pochi, anzi...).

Beh, detta così potrebbe sembrare una recensione strana e frettolosa. Ebbene, Kill la kill è proprio così: strano e frettoloso. Le cose semplicemente ACCADONO, senza una spiegazione o un filo logico. Almeno finché non si va avanti con gli episodi...
Difatti, dagli episodi intorno al 6 in poi ci viene fornita qualche spiegazione in più, e più avanti scopriremo anche perché Senketsu è stato creato e da chi.
Eh sì, proprio non mi piace droppare gli anime. Imperterrita, sono andata avanti con questa non-storia: del resto, se la gente ne è entusiasta un motivo ci sarà. E ho fatto bene, visto che l'anime riserva dei colpi di scena davvero degni di nota. Rimarrò nel vago per non fare spoiler a chi lo vuole vedere, ma va fatta una menzione d'onore a questo fatto: l'anime si imposta su una linea per un certo numero di episodi, e ti farà intendere che i fatti si evolveranno in un certo modo. Passati questi episodi, viene inserito un fattore che sconvolge completamente non solo l'andamento della storia, ma
anche te, povero scemo che lo stai guardando, che passi il tempo della sigla finale a raccattarti mascella caduta sulla tastiera del pc. Già tre sono stati gli episodi che mi hanno scioccata completamente: quello in cui appare la Grand Couturier (Gran Sarta per i non francofoni) Nui Harime e gli episodi 17 e 18, ultimi attualmente visionati, che riservano alcuni dei colpi di scena più succosi e sconvolgenti che io abbia mai visto in un anime.

Harime Nui... kawaii! (Ah sì, quello è sangue).
L'opera oscilla fra episodi ricchi di battaglie all'ultimo sangue e altri di pura e semplice demenzialità, come quelli della Gita di Invasione, per poi tornare più seria con i già menzionati colpi di scena e, di nuovo, sconfinare in dialoghi e situazioni ai limiti del paradossale.
Oltre a questo, gli strani personaggi (sia principali che secondari) sono tutti molto ben caratterizzati e molto coerenti con se stessi. Anzi, potrei dire che, Ryuuko e Satsuki a parte, li ho apprezzati tutti moltissimo nonostante siano estremamente diversi l'uno dall'altro.

Vale la pena di seguirlo? Sembrerebbe proprio di sì. In ogni caso, non mi sbilancerò a dare un giudizio definitivo fino a che non avrò visto tutto l'anime (e temo che ci vorrà un po', visto che è attualmente in corso nella terra del Sol Levante). Dunque: le mie impressioni a caldo sono state terribili, quelle a freddo non posso darle prima di aver completato la visione. A "tiepido" le mie idee sull'anime sono queste. E spero vivamente che la mia opinione, stavolta, non cambi di una virgola.

-Xenya-