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sabato 20 settembre 2014

MASSA COMICS - UNA BELLA SORPRESA E UNA PUBBLICITà MERITATA

Salve a tutti! Qui è la vostra fedele Xenya!
Oggi vi voglio parlare di una fiera di cui ignoravo totalmente l'esistenza: il Massa Comics. Questa fiera, giunta alla quinta edizione, si è tenuta a Parco Ronchi, in provincia di Massa Carrara. Purtroppo nessuno si è degnato di fare pubblicità a questa fiera che, a mio modesto parere, merita davvero. Ma andiamo con ordine!

Verso ora di pranzo io, Imrik e una coppia di amici ci siamo avventurati a Massa. C'è da dire che il parco non è facilmente reperibile, ma una serie di cartelli in punti strategici ci ha portati in fiera senza troppi sforzi. E qui mi sento di soffermarmi sulla location, che è splendida. Il parco è abbastanza grande, nonostante la fiera sia ancora piuttosto piccolina, e il fatto che questa fiera sia immersa nel verde è sicuramente un punto a suo favore, visto che è davvero piacevole.
La fiera è, in ogni caso, metà all'aperto e metà al chiuso.

Per quanto riguarda gli stand, erano pochi, ma molto mirati. C'era lo stand dedicato esclusivamente ai videogiochi, quello che vendeva solo manga, quello specializzato in gadget, eccetera eccetera. Purtroppo non erano molto ben forniti, ma considerando gli standard della fiera (che comunque si sta ampliando di anno in anno) andavano benissimo. Anche perché, essendo fortemente "specializzati", hanno facilitato non poco le ricerche mirate degli acquirenti.

Sorvolerei sul pranzo, che è stato davvero pessimo (sul serio, adoro la cucina giapponese, ma i mochi sono davvero tremendi!), e mi sposterei sull'enorme prato recintato a sinistra della fiera. Qui troviamo spazi dedicati ad hobby più prettamente geek, come i bersagli allestiti per il tiro con l'arco e i tornei di spade in lattice per chi vuole scaricare lo stress menando qualcun altro. Molto bravi anche i ragazzi che hanno suonato musica celtica!

L'ospite chiamato dallo staff era anche di un certo livello: stiamo parlando di Fabrizio Mazzotta, il doppiatore di personaggi storici, come Puffo Tontolone (I puffi), Eros (Pollon), Mignolo (Mignolo e Prof) e tantissimi altri, che ci ha allietato l'attesa della gara cosplay con doppiaggi improvvisati e racconti dei suoi innumerevoli lavori. Insomma, per essere una fiera piccola si sono trattati bene!

La cosa che più mi ha stupita, però, è stata la consistenza dei workshop. Il sabato si è tenuto un corso di fotografia con tanto di premi, e girando in fiera si poteva assistere a corsi di disegno manga e spiegazioni su come creare protesi per il viso. Insomma, il Massa Comics ne aveva veramente per tutti i gusti, e nonostante le dimensioni limitate della fiera c'era davvero di che passare il tempo.

E ora veniamo all'argomento che più mi sta a cuore: la parte cosplay della fiera! Il livello dei costumi era medio, per così dire, fatta eccezione per due o tre costumi che spiccavano per complessità. Non ho assistito alle premiazioni della gara cosplay (che ha avuto una ventina di partecipanti), ma nel mio piccolo penso che i vincitori fossero abbastanza scontati. La gara è stata comunque molto piacevole, nonostante il ritardo con cui è iniziata.

Punto in più anche per l'esibizione dell'ormai nota cantante Sunita (che personalmente adoro), la quale ci ha regalato una splendida performance vocale. La sua presenza scenica sul palco e la sua esibizione canora sono state decisamente all'altezza delle mie aspettative!

Insomma, la fiera ha decisamente superato le mie previsioni. E, onestamente, non trovo giusto che sia così poco sponsorizzata, perché personalmente mi sento davvero di consigliarvela!

-Xenya-

Per concludere in bellezza il post, ecco un paio di link utili:
  • http://it.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_Mazzotta [pagina Wikipedia di Fabrizio Mazzotta]
  • https://www.youtube.com/user/KeNeChappO [canale Youtube dei presentatori]
  • https://www.facebook.com/massacomics.andgames.1?fref=ts [pagina ufficiale della fiera]

mercoledì 17 settembre 2014

DRAGON TRAINER 2 - PERCHE' E' COSI' FAMOSO?


Dragon Trainer è diventato così famoso in poco tempo che io stessa ho cominciato ad avere dei seri dubbi sul guardarlo o meno. Ma, dopo aver visto il primo film per caso in televisione, ho pensato davvero che ne valesse la pena. Così, mi sono presa Imrik per una serata e ci siamo avventurati in una sala del The Space di Livorno piena di bambini entusiasti.
-Sai,- mi ha detto -ho sentito dire che è molto più sull'impronta Disney rispetto al primo.
Sono sprofondata nella poltrona del cinema sbuffando, visto che dopo questa affermazione mi aspettavo una sorta di musical contornato da storie d'amore colanti miele. Per mia fortuna, Dragon Trainer 2 non è nulla di tutto questo.

La trama del primo film può essere brevemente riassunta così: a Berk, un villaggio di vichinghi, Hiccup, il figlio del capovillaggio, si rifiuta di uccidere draghi com'è tradizione, motivo per cui si scontra continuamente col padre Stoick. Dopo aver addestrato di nascosto un "pericolosissimo" drago appartenente alla specie dei Furiabuia e altre mille vicissitudini, Hiccup convince finalmente tutto il villaggio a fidarsi dei draghi: ergo, in poco tempo ogni persona a Berk finisce per avere (e cavalcare) il proprio drago da compagnia.

Il protagonista in volo su Sdentato.
La trama del secondo film è un po' più complessa da riassumere, soprattutto senza fare spoiler di alcun genere. Sono ormai cinque anni che Berk ha imparato a convivere con i draghi. Stoick vorrebbe che il figlio diventasse capovillaggio, ma Hiccup è molto dubbioso e ha altri interessi: vola a cavallo del suo Sdentato (il Furiabuia del protagonista) per scoprire terre inesplorate e poter così disegnare una mappa del mondo intorno a lui. Durante uno dei suoi voli, insieme alla fidanzata Astrid, scopre una strana struttura fatta di ghiaccio. Tempestosa, il drago di Astrid, viene catturato da tale Eret, il cui compito è catturare draghi per consegnarli a tale Drago Bludvist, il quale li corazza per farne un esercito personale. Da qui si dipana la trama vera e propria, e moltissime domande dovranno trovare risposta. Esistono dunque altri cavalieri di draghi? Quali sono le intenzioni di Drago Bludvist? E chi è Valk, il misterioso cavaliere incontrato da Hiccup durante il suo ritorno al villaggio? E ancora, Hiccup accetterà la proposta del padre?

Dragon Trainer è un film d'animazione come non ne vedevo da tempo. E' sì, molto tenero, ma mai
Testa Bruta, il mio personaggio preferito!
melenso o sdolcinato, anche perché le scene più dolci sono comunque intramezzate da altre che non mancano di strappare una risata. Le storie d'amore non mancano, ma non sono mai troppo invasive, né il film è pieno di canzoncine che lo interrompono come siamo abituati a vedere nei classici Disney. I personaggi sono tutti ben caratterizzati (anche se, personalmente, ritengo Testa Bruta una spanna sopra agli altri) e anche Sdentato fa sorridere con le sue buffe espressioni che lo rendono più simile ad un docile micio che a un pericoloso drago. Anche i colpi di scena sono ben studiati e tengono col fiato sospeso per tutta la durata del film.

Insomma, un film adatto a tutte le età e che sicuramente mi sento di consigliarvi. Non fatevi ingannare dal fatto che sia così mainstream, vale davvero il prezzo del biglietto!

-Xenya-

[Imrik dice: sono pienamente d'accordo, anche se il primo è per me superiore; posso solo aggiungere che la colonna sonora del 2 è una delle migliori mai prodotte per un film di animazione.]

sabato 13 settembre 2014

Festa dell' Unicorno, finalmente Imrik e Xenya di nuovo insieme

Salve a tutti, dopo varie peripezie, avventure, viaggi etc... io e Xenya abbiamo deciso di riprendere in mano il blog da dove eravamo rimasti, e pertanto questo è il mio articolo di rientro:

La Festa dell' Unicorno a Vinci, nel bel mezzo della Toscana.
Visuale di Vinci dall' alto

Questa festa che si tiene oramai da più di dieci anni durante l'ultimo week end di Luglio ormai è diventata una delle principali fiere del centro Italia, grazie a una sapiente gestione logistica ed economica. Il posto è molto carino e ben attrezzato in quanto si tratta del centro storico della città (con tanto di museo di Leonardo Da Vinci), ma la cosa che ha reso la Festa dell' Unicorno un successo crescente è l'aver saputo unire tutto l'ambiente "geek" e non solo cosplay.
All'interno della fiera troveremo aree fantasy, ricostruzioni medievali, un quantitativo colossale di bancarelle, fuochi d'artificio e chi più ne ha più ne metta.

Imrik e Xenya in fiera ^^
Siamo partiti di buona lena, in modo da arrivare verso ora di pranzo, stavolta in cosplay, Xenya una carinissima Cleon di Puzzle Bobble e io vestito da Tam Tam, un ingombrante totem dello stesso
videogioco. L'ingresso per i cosplayers era di 8€, 10 per i "babbani", prezzo onestissimo per le dimensioni e i servizi della fiera.

Un mio amico vestito da nano
I banchetti ci offrono ogni tipo di cibaria desiderabile, le bancarelle sono molto diversificate proprio per la natura insolita della fiera, il programma vario e ampio.
Per quanto riguarda me e Xenya, abbiamo deciso di prenderci il nostro tempo e girare la fiera con calma, anche per via dell'ingombro del mio outfit, senza considerare varie sfilate, gruppi di ballo, gare cosplay ed altro e abbiamo pensato solo a girellare scartabellando tra le strade, rimanendo soddisfatti in pieno.

Un credibilissimo Taranduil
Una driade dei boschi











Come evento mi sento di consigliarlo pienamente, non solo perchè impegna tranquillamente tutta una giornata, ma oltre che ad offrire molte e varie fonti di intrattenimento è anche molto meno caotica di Lucca Comics and Games, quindi più adatta anche a persone non strettamente  amanti solo del cosplay.

Saluti,

-Imrik-

IMPORTANTE! Le foto di questo post sono state prese da Internet. Se qualche fotografo dovesse riconoscere una delle sue opere, ce lo faccia sapere! Provvederemo subito a dargli i crediti della foto o a rimuoverle, a seconda della sua volontà!

giovedì 11 settembre 2014

Rimini comix - Fondoschiena per tutti, senza fuso orario!


PREMESSA: Questa recensione è stata scritta parecchio tempo fa, ma non ho mai fatto in pubblicarla a causa della febbrile scrittura della tesi! Ma adesso sono tornata, più in forma che mai!


* * *

Salve a tutti, carissimi lettori!
Sono reduce (sì, reduce, visto che più che una fiera è stato un vero e proprio tour de force) dal Riminicomix, la famosa fiera del fumetto di Rimini (ma dai!), ormai giunta, mi dicono dalla regia, alla trentesima edizione!
Dunque, io e i due amici con cui sono andata abbiamo fatto solo due giorni di fiera su quattro, ma penso che bastino e avanzino per dare le mie impressioni.

Sinceramente, me l'aspettavo più grande, a sentire quello che diceva la gente. Certo, lo spazio all'aperto è effettivamente grande, anche se i punti nevralgici della fiera sono praticamente impossibili da attraversare, vista l'affluenza enorme di gente! A deludermi (in parte) sono stati gli stand, posizionati a mo' di doppio corridoio, che erano davvero molti meno di quanti mi sarei aspettata da una fiera così conosciuta. Per quanto piccoli, comunque, erano mediamente ben forniti. Certo, vendevano le stesse cose che si trovano a ogni fiera: action figure, manga, gadget e abbigliamento giapponese o alternativo (tranne uno che vendeva magliette che si illuminano al buio, semplicemente spettacolari!).
Anche gli stand di cibarie e beveraggi mi sono piaciuti molto, perché accontentavano un po' tutti i gusti, e questo in una fiera non è secondario.
Per quanto riguarda la parte cosplay, devo dire che sono rimasta un po' delusa. Certo, qualche persona con costumi degni di nota c'era, e a dire il vero c'erano un'enormità di cosplayer e per tutti i gusti, ma visto il caldo molte cosplayer in costume da bagno hanno monopolizzato le reflex dei professionisti. Girando su internet, ho perfino trovato foto di... culi. Vabbè. Comunque non importa, non posso neanche biasimarle più di tanto visto il caldo estremo, e del resto lo immaginavo.
Un'altra cosa positiva è che c'è stata una gara cosplay ogni giorno (o comunque esibizioni più in generale). E' proprio vero che Rimini è una specie di Ibiza italiana col fuso orario sballato! Le esibizioni sono andati avanti fino a più delle 23. Anche se non ho seguito le gare perché ho preferito fare altro, è semplicemente fantastico, perché è davvero difficile annoiarsi in una fiera del genere!

Tornando ai gadget, ho fatto solo due acquisti: una maglietta di Sailor Moon che si illumina al buio (adattissima alla discoteca!) e un parasole di pizzo nero. Ma sono comunque molto soddisfatta, perché adoro entrambe le cose!

E quindi, in definitiva, mi è piaciuta questa fiera, nonostante appunto sia rimasta delusa dal numero dei banchetti. Per le foto invece rimarrete delusi, perché non le ho fatte io! >.>

Unico promemoria: la prossima volta, cara Xenya, a Rimini vacci in costume da bagno, e non con un cosplay con l'anima in fil di ferro, perché è davvero poco pratico e troppo caldo!

-Xenya-

lunedì 7 luglio 2014

Sailor Moon Crystal Act 1 - Impressioni e guida anti-rompiscatole!



Signori e signore, ci siamo!
Sabato 5 luglio è finalmente uscito il reboot di Sailor Moon che molti, me compresa, stavano aspettando con impazienza! Lo streaming con sottotitili in varie lingue, fra cui ovviamente l'italiano, è reperibile sul sito Nico Nico... ma fate presto a guardarlo, perché rimarrà gratuito solo per 2 settimane, poi diventerà a pagamento! In ogni caso, potete vedere l'episodio a questo URL: http://ch.nicovideo.jp/sailormoon-Italian

Ovviamente non c'è bisogno che io vi racconti la trama, visto che tutti sanno di cosa parla Pretty Guardian Sailor Moon (Bishoujo Senshi Sailor Moon per i più pignoli), quindi passerò direttamente ai miei commenti e alle mie considerazioni personali.

Il primo episodio è la trasposizione animata del primo capitolo del manga: Act 1 - Sailor Moon. E grazie al cielo è davvero fedele al manga, sia come grafica che come contenuti (a parte l'aggiunta di un paio di particolari qua e là, ma comunque roba di poco conto). La opening è davvero molto bella, sia come melodia che come significato, ed è accompagnata da immagini che hanno poco da invidiare all'edizione cartacea. Anche la ending è molto piacevole, anche se la opening mi piace di più. La storia è, come ho già detto, quella uscita dalla penna della Takeuchi (ben diversa da quella robaccia da bambini che ci hanno propinato sulla Mediaset). E quindi, in definitiva, mi è piaciuto?

Complessivamente sì. Sono molto contenta di averlo visto, e di certo continuerò a seguire con passione le vicende delle Sailor Senshi, anche se ho letto il manga 3 volte. Però ci sono alcuni dettagli che mi hanno lasciata un po' perplessa, e riguardano tutti la stessa cosa: la trasformazione della bella guerriera che veste alla marinara. Andiamo nello specifico:
  • La trasformazione è in computer grafica. Per quanto realizzata bene, non ci incastra assolutamente nulla con il design dell'opera, e rende il tutto un po' forzato. Voglio dire, gli anime sono disegnati in due dimensioni, perché ficcarci una tridimensionalità che stona? Poi beh, se vogliamo essere cattivi, la musica di sottofondo è più bella nella vecchia generazione Sailor... ma questo dipende tanto dai gusti personali!
  • La trasformazione è pressoché identica a quella del vecchio anime che tutti conosciamo: Sailor Moon diventa trasparente, le compaiono gli abiti addosso pezzo per pezzo, fa le sue mosse chic, le compare la luna dietro e blablabla. Ora, nel manga non ci mette assolutamente tutto quel tempo a trasformarsi (pronuncia la formula, i vestiti cambiano e ciao); è forse la differenza più evidente con l'opera in volumetti. Ho l'impressione, però, che sia stata una scelta calcolata per i nostalgici, per non "traumatizzarli" troppo con lo stacco dal vecchio anime.
Qui potete vedere le due trasformazioni a confronto: https://www.youtube.com/watch?v=g1xXXfvBPc0

Altra cosa di scarsa qualità è il sottotitolaggio nella nostra bella lingua: hanno tradotto il nome giapponese dell'acconciatura di Usagi, "odango", con "boccoli", che sono due cose piuttosto diverse. Sarebbe bastata una brevissima spiegazione a margine su cosa sono gli odango, no? Anche la formula con cui si trasforma ("Moon Prism Power! Make up!" nella versione originale) è stata tradotta con il più famoso "Potere del cristallo di luna, vieni a me!". Perfino il nome originale di Milord, Tuxedo Kamen, è stato tradotto con Tuxedo Mask. Davvero, non ce n'era alcun bisogno. Ma tutto sommato, questi sono particolari quasi insignificanti, che non vanno a intaccare la qualità dell'anime: sono io che sono pignola in quanto a un passo dal diventare traduttrice!

Per il resto, penso non ci sia proprio nulla di cui lamentarsi: il design è molto simile a quello del manga, e anche le battute sono praticamente identiche. Quindi, adesso parte il mio personalissimo sfogo: ma perché cavolo la gente continua a lamentarsi e a stare attaccata al vecchio anime?! Volevamo più o meno tutti un'opera fedele a quella originale, e l'abbiamo avuta. Addirittura c'è qualcuno che si lamenta del fatto che in una delle primissime scene (ovvero la protagonista che scappa a scuola perché è in ritardo) manchino, rispetto al vecchio cartone, la spilla magica sul fiocco della divisa scolastica e un toast che Usagi/Bunny si ficca in bocca prima di uscire di casa. Beh, cari geni del male che non siete altro, in quella scena Usagi non ha ancora incontrato Luna, quindi è ovvio che non può ancora avere la spilla. Inoltre, quello stramaledetto toast nel manga NON ESISTE. Fatevene una ragione.

Qualcun altro invece ha avuto la brillante idea di commentare così il primo incontro fra Usagi e Mamoru/Marzio/come lo volete chiamare: "ma perché qualcuno dovrebbe avere uno smoking in pieno giorno?" (nel vecchio anime il tipo ha un abbigliamento un po' più casual). Se la gente si informasse un minimo prima di parlare, saprebbe benissimo che è la stessa Usagi a dirlo nell'originale, e che quindi non c'è nessun bisogno di rompere le scatole rimarcandolo.

Ho capito che lamentarsi è nella natura dell'essere umano, ma qui qualcuno se ne sta approfittando spudoratamente...

Sono comunque contenta che tanti, come me, abbiano invece apprezzato questo primo episodio di Sailor Moon Crystal, e che siamo tanti a non veder l'ora di guardare il secondo episodio, in cui appare la più scrausa delle Sailor (Mercury). No, mi spiace, lei è quasi inutile pure nel manga...

-Xenya-

sabato 5 luglio 2014

Madoka Magica - il film

Salve a tutti cari lettori.
Mercoledì sera, come forse saperte, in una manciata di cinema è uscito il terzo film basato sul manga Puella Magi Madoka Magica.
Purtroppo in Toscana solo un paio di cinema ha investito nel film pubblicato dalla Dynit, di cui il più vicino a Pisa, pertanto Xenya mi affidò giorni or sono il compito di andarmelo a vedere per poi farne una recensione.

Le 5 maghette da sinistra a destra: Kyoko, Sayaka, Madoka, Homura e Mami.

Intanto il nome completo del film è:
Puella Magi Madoka Magica Parte terza -La storia della ribellione-.


Kyubey, l'Incubator.
Dunque, non è facile fare una recensione senza spoiler, però ci provo.
Partiamo dal fatto che la storia del manga è raccontata nei primi due film, mentre questo film racconta una storia diversa, completamente slegata, che però necessita di aver letto il manga o aver visto i due film precedenti perchè dà scontato che lo spettatore sappia esattamente come funzionano le maghe.

Il succo di Madoka è in sintesi che esistono alcune creature (incubator) molto simili a micetti, in grado di realizzare un desiderio delle ragazzine, le quali in cambio però verranno trasformate in maghe il cui compito per tutta la vita sarà di lottare contro le streghe, creature responsabili di molte morti violente e suicidi nel mondo. Detto ciò, mentre nel manga tutto ruota intorno a Madoka, che arriva a diventare una sorta di divinità, in questo film la protagonista è Homura, che si rende conto che la città in cui vivono è una realtà fittizia fatta per tenere prigioniere le maghe, per delle ragioni che verranno rivelate solo in fondo. Homura indaga per tutta la durata della proiezione, fino a rendersi conto che deve essere proprio una di loro cinque ad aver intessuto l'illusione, ma per quale scopo?  Inoltre chi delle maghette ha ordito questa sorta di gabbia dalla quale sembra impossibile uscire? Se siete curiosi, provate a cercarlo in streaming o a scaricarlo; siccome già da un anno è uscito in Giappone, qualcosa dovrebbe essere già trovabile.

Madoka al suo stadio massimo di potere.

Il film "La storia della ribellione" parte da un punto in cui le protagoniste sanno già come funzionano i loro poteri e quindi non c'è alcuna spiegazione per gli spettatori, inoltre è una storia non autoconclusiva (probabilmente avrà un sequel almeno in Giappone) che stravolge completamente ciò che accade nel manga.




Difetti:

Se uno non ha letto il manga, il film è assolutamente incomprensibile.
Se uno ha letto il manga, il film comunque è attrigatissimo e da ultimo lascia con un senso di incompiutezza.
Nonostante possa sembrare un film complesso, la trama è veramente povera, si può raccontare in 20 secondi.
Ci sono molti punti in cui il regista vuole palesemente allungare il brodo e non ha idea di come fare a raggiungere la durata necessaria per essere considerato un film.
I combattimenti contro le streghe generiche sono insensati, e per quanto piuttosto inquietanti, sono completamente diversi dagli scontri del manga; sono virtualmente dei balletti e delle filastrocche.
Le Puellae si trasformano insensatamente alla Sailor Moon.


Pregi:
Fan art ispirata al film: Madoka e Homura al loro apice.
Alcuni combattimenti sono davvero belli, se il film fosse stato solo di scontri tra le Puellae sarebbe venuto fuori un capolavoro action.
I colori sono molto belli, alcune scene sembrano uscite da film di Miyazaki, altre disegnate a matita ma comunque sempre molto attinenti all'atmosfera che vogliono creare.
I dialoghi. alcuni dialoghi tra le varie protagoniste sono dei capolavori di sensibilità.




Bilancio finale:
Son contento di averlo visto,  però non vale i soldi del biglietto (tant'è che la sala era semivuota). E' capitato che fossi già in zona, altrimenti non sarebbe valsa la pena di spostarsi per guardarlo.
Nel complesso, cercando di fare una critica più oggettiva possibile, arriva a prendere un 6 risicato oscillante tra scene veramente notevoli ed altre seriamente noiose o fuori tema.
Mediamente un'opera tirata via.

Buona visione,

-Imrik-



mercoledì 2 luglio 2014

Final Fantasy Tactics - Il giochino degli spiegoni!

Il protagonista e il suo portabilissimo abbigliamento.

Ah, le vacanze estive! Per gli scolari durano 3 mesi, i maturandi le sognano un po' più a lungo e gli universitari non sanno neanche che cosa siano. La vostra Xenya, però, ha appena finito gli esami dell'università triennale e ha voluto festeggiare! Ora, siccome andare al mare era troppo mainstream, la vostra prode cacciatrice di post dai capelli rossi s'è fatta accompagnare da Imrik a Livorno, e precisamente in un centro commerciale piuttosto famoso. L'idea era quella di prendere un caffè e fare un giro per i soliti negozi d'abbigliamento, cianfrusaglie e qualunque altra roba da ragazza ventiduenne.
E invece no. Perché davanti all'entrata del centro commerciale c'era LUI. Il GAMESTOP. Gioia e giubilio di chiunque possieda una console abbastanza recente, il paradiso di ogni bambino, e decisamente attraente per chi come me si vuole buttare nelle ceste stracolme di videogiochi usati con tutta la testa. Insomma, per farla breve, siamo andati a prendere 'sto benedetto caffè e poi mi sono buttata dentro il negozio senza neanche guardarmi intorno.
E' cominciato tutto dagli espositori con i giochi usati del Nintendo DS, tra gli sguardi un po' perplessi della gente che ancora non è abituata al fatto che una ragazza possa entrare da GameStop senza essere trascinata a forza. Morale della favola, fra i vari giochini minori che non mi hanno convinto più di tanto per via della probabile scarsa longevità, mi ha attirato una scatolina che riportava il nome "Final Fantasy Tactics A2: Grimoire of the Rift". Usato, alla folle somma di 9.98 €, proprio come il Dragon Quest che mi ha fatta innamorare perdutamente. Sembrava un buon JRPG, uno spin off di Final Fantasy.
Insomma, lo prendo e comincio a giocarci dopo aver dato una lettura veloce al libretto d'istruzioni.

Ebbene, ci troviamo in una sequenza lunga e noiosissima nei panni di un ragazzino che, l'ultimo giorno di scuola, non vede l'ora di iniziare le sue vacanze estive (tanto per rimanere in tema), ma viene messo in punizione per essere arrivato in ritardo. Si trova dunque ad andare in biblioteca, dove trova un libro dimenticato sul tavolo e, siccome non è nella natura dei ragazzini farsi i cavoli propri, comincia a leggerlo. Il libro gli chiede un nome: oltre ad essere un po' stronzetto, 'sto tipo è anche un po' teppista, e ci scrive il suo. Sappiamo tutti che farsi gli affari degli altri non porta a nulla di buono: e infatti il teppista atterra in maniera poco aggraziata in un altro mondo, e precisamente in mezzo ad una battaglia con un pollo gigante. Il capo del gruppo di combattenti ci dice giustamente di levarci da tre passi, ma noi no, vogliamo combattere senza sapere neanche dove cavolo siamo finiti!
Entriamo così nel vivo della battaglia (non senza prima aver letto un dialogo pressoché infinito!), e finalmente possiamo prendere controllo del personaggio e delle altre unità. Ci viene spiegato lo stretto indispensabile, e inizialmente non è facile capire come funzioni la battaglia (oltre al fatto che il touch screen non fa mai quello che vuoi tu, e la cosa è davvero irritante!). Inoltre, per quanto il mio livello di inglese sia molto buono, la lingua straniera è un handicap per un neofita. Voglio dire, io non sono mai riuscita a finire Final Fantasy X in italiano...

Beh, dopo la battaglia (inutile dire che ho perso miseramente!), il capogruppo ci spiega che siamo in un clan di un mondo chiamato Ivalice, di cui adesso facciamo parte e a cui possiamo pure dare un nome. Fin qui, niente di strano. Noi gli raccontiamo del fatto che dobbiamo tornare a casa a pulire la biblioteca e tutto quello che è successo, e anche qui tutto a posto. Il problema è che adesso entriamo nel vivo delle spiegazioni, che sono INFINITAMENTE LUNGHE. Ok, è una bella cosa avere una specie di tutorial che aiuti chi gioca per la prima volta, ma c'era proprio bisogno di mettere 10 finestre di dialogo per ogni azione? Infatti, ogni volta che facciamo un'azione nuova, il tipo di turno ci spiegherà il come, il quando e il perché. E siccome le azioni possibili sono davvero tante (equipaggiare e comprare oggetti, scegliere le quest, affrontare esami per far crescere il clan, cambiare classe dei personaggi, aggiustare le abilità, organizzare il bottino...) tutto ciò si traduce in una frustrazione e un fastidio che renderebbero violento il più pacioccone dei santi. Vi basti sapere che ho in cassetta più o meno 3 ore di gioco e ho completato solo 4 quest: il resto sono solo dialoghi! Però le cose essenziali, come quanti HP puoi recuperare usando una pozione, non te le dice nessuno. Santo Cristo, e io gli strumenti che ce li ho a fare se non mi dite come cavolo funzionano?!
Un'altra cosa che mi ha fatto storcere il naso è che non possiamo esplorare la mappa a nostro piacimento. E neanche le città. Possiamo solo scegliere una destinazione o un posto di una città (pub o negozio) e il nostro omino andrà automaticamente a parlare col negoziante. In sostanza, possiamo controllare il personaggio solo nelle battaglie. Ma perché?!
Screenshot di una battaglia.

Beh, tornando per un attimo alla trama, scopriamo che il famoso libro della discordia si scrive da solo ogni volta che portiamo a termine una quest principale: interessante! Dunque, la chiave per ritornare nel nostro mondo risiederebbe proprio nel tomo. Sicuramente originale, niente da dire.

Comunque, questo gioco ha anche degli aspetti positivi, se ve lo state chiedendo. A partire dalla grafica, che è semplicemente adorabile, per arrivare alle battaglie, che sono davvero ben fatte. Una volta preso confidenza coi comandi infatti, sarà molto divertente scegliere e disporre le unità da mandare in battaglia e tener conto delle varie abilità e di alcune strategie, come il fatto che se colpisci alla schiena infliggerai più danni del normale o la possibilità di alcune creature di rispondere a un attacco nemico girandosi e infliggendo danni a loro volta.
Altra caratteristica interessante è l'aspetto "legge": in ogni battaglia ci sarà un requisito da rispettare, come non usare incantesimi di fuoco o non usare armi a distanza. Non è strettamente necessario rispettare la legge, ma farlo darà dei bonus (negli esami dei clan, invece, sarà assolutamente necessario per portare a termine il compito).

Conclusione? Per il momento non mi sta piacendo più di tanto, ma sicuramente continuerò a giocarci per vedere se le cose migliorano, visto che sotto il profilo strategico mi sembra ben fatto e sicuramente ci sono moltissime cose che non posso sapere, essendo ancora all'inizio. Sono abbastanza sicura che nelle fasi più avanzate, con tutte le classi disponibili e tutto il resto, le cose si faranno molto più interessanti.

-Xenya-