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lunedì 7 luglio 2014

Sailor Moon Crystal Act 1 - Impressioni e guida anti-rompiscatole!



Signori e signore, ci siamo!
Sabato 5 luglio è finalmente uscito il reboot di Sailor Moon che molti, me compresa, stavano aspettando con impazienza! Lo streaming con sottotitili in varie lingue, fra cui ovviamente l'italiano, è reperibile sul sito Nico Nico... ma fate presto a guardarlo, perché rimarrà gratuito solo per 2 settimane, poi diventerà a pagamento! In ogni caso, potete vedere l'episodio a questo URL: http://ch.nicovideo.jp/sailormoon-Italian

Ovviamente non c'è bisogno che io vi racconti la trama, visto che tutti sanno di cosa parla Pretty Guardian Sailor Moon (Bishoujo Senshi Sailor Moon per i più pignoli), quindi passerò direttamente ai miei commenti e alle mie considerazioni personali.

Il primo episodio è la trasposizione animata del primo capitolo del manga: Act 1 - Sailor Moon. E grazie al cielo è davvero fedele al manga, sia come grafica che come contenuti (a parte l'aggiunta di un paio di particolari qua e là, ma comunque roba di poco conto). La opening è davvero molto bella, sia come melodia che come significato, ed è accompagnata da immagini che hanno poco da invidiare all'edizione cartacea. Anche la ending è molto piacevole, anche se la opening mi piace di più. La storia è, come ho già detto, quella uscita dalla penna della Takeuchi (ben diversa da quella robaccia da bambini che ci hanno propinato sulla Mediaset). E quindi, in definitiva, mi è piaciuto?

Complessivamente sì. Sono molto contenta di averlo visto, e di certo continuerò a seguire con passione le vicende delle Sailor Senshi, anche se ho letto il manga 3 volte. Però ci sono alcuni dettagli che mi hanno lasciata un po' perplessa, e riguardano tutti la stessa cosa: la trasformazione della bella guerriera che veste alla marinara. Andiamo nello specifico:
  • La trasformazione è in computer grafica. Per quanto realizzata bene, non ci incastra assolutamente nulla con il design dell'opera, e rende il tutto un po' forzato. Voglio dire, gli anime sono disegnati in due dimensioni, perché ficcarci una tridimensionalità che stona? Poi beh, se vogliamo essere cattivi, la musica di sottofondo è più bella nella vecchia generazione Sailor... ma questo dipende tanto dai gusti personali!
  • La trasformazione è pressoché identica a quella del vecchio anime che tutti conosciamo: Sailor Moon diventa trasparente, le compaiono gli abiti addosso pezzo per pezzo, fa le sue mosse chic, le compare la luna dietro e blablabla. Ora, nel manga non ci mette assolutamente tutto quel tempo a trasformarsi (pronuncia la formula, i vestiti cambiano e ciao); è forse la differenza più evidente con l'opera in volumetti. Ho l'impressione, però, che sia stata una scelta calcolata per i nostalgici, per non "traumatizzarli" troppo con lo stacco dal vecchio anime.
Qui potete vedere le due trasformazioni a confronto: https://www.youtube.com/watch?v=g1xXXfvBPc0

Altra cosa di scarsa qualità è il sottotitolaggio nella nostra bella lingua: hanno tradotto il nome giapponese dell'acconciatura di Usagi, "odango", con "boccoli", che sono due cose piuttosto diverse. Sarebbe bastata una brevissima spiegazione a margine su cosa sono gli odango, no? Anche la formula con cui si trasforma ("Moon Prism Power! Make up!" nella versione originale) è stata tradotta con il più famoso "Potere del cristallo di luna, vieni a me!". Perfino il nome originale di Milord, Tuxedo Kamen, è stato tradotto con Tuxedo Mask. Davvero, non ce n'era alcun bisogno. Ma tutto sommato, questi sono particolari quasi insignificanti, che non vanno a intaccare la qualità dell'anime: sono io che sono pignola in quanto a un passo dal diventare traduttrice!

Per il resto, penso non ci sia proprio nulla di cui lamentarsi: il design è molto simile a quello del manga, e anche le battute sono praticamente identiche. Quindi, adesso parte il mio personalissimo sfogo: ma perché cavolo la gente continua a lamentarsi e a stare attaccata al vecchio anime?! Volevamo più o meno tutti un'opera fedele a quella originale, e l'abbiamo avuta. Addirittura c'è qualcuno che si lamenta del fatto che in una delle primissime scene (ovvero la protagonista che scappa a scuola perché è in ritardo) manchino, rispetto al vecchio cartone, la spilla magica sul fiocco della divisa scolastica e un toast che Usagi/Bunny si ficca in bocca prima di uscire di casa. Beh, cari geni del male che non siete altro, in quella scena Usagi non ha ancora incontrato Luna, quindi è ovvio che non può ancora avere la spilla. Inoltre, quello stramaledetto toast nel manga NON ESISTE. Fatevene una ragione.

Qualcun altro invece ha avuto la brillante idea di commentare così il primo incontro fra Usagi e Mamoru/Marzio/come lo volete chiamare: "ma perché qualcuno dovrebbe avere uno smoking in pieno giorno?" (nel vecchio anime il tipo ha un abbigliamento un po' più casual). Se la gente si informasse un minimo prima di parlare, saprebbe benissimo che è la stessa Usagi a dirlo nell'originale, e che quindi non c'è nessun bisogno di rompere le scatole rimarcandolo.

Ho capito che lamentarsi è nella natura dell'essere umano, ma qui qualcuno se ne sta approfittando spudoratamente...

Sono comunque contenta che tanti, come me, abbiano invece apprezzato questo primo episodio di Sailor Moon Crystal, e che siamo tanti a non veder l'ora di guardare il secondo episodio, in cui appare la più scrausa delle Sailor (Mercury). No, mi spiace, lei è quasi inutile pure nel manga...

-Xenya-

sabato 5 luglio 2014

Madoka Magica - il film

Salve a tutti cari lettori.
Mercoledì sera, come forse saperte, in una manciata di cinema è uscito il terzo film basato sul manga Puella Magi Madoka Magica.
Purtroppo in Toscana solo un paio di cinema ha investito nel film pubblicato dalla Dynit, di cui il più vicino a Pisa, pertanto Xenya mi affidò giorni or sono il compito di andarmelo a vedere per poi farne una recensione.

Le 5 maghette da sinistra a destra: Kyoko, Sayaka, Madoka, Homura e Mami.

Intanto il nome completo del film è:
Puella Magi Madoka Magica Parte terza -La storia della ribellione-.


Kyubey, l'Incubator.
Dunque, non è facile fare una recensione senza spoiler, però ci provo.
Partiamo dal fatto che la storia del manga è raccontata nei primi due film, mentre questo film racconta una storia diversa, completamente slegata, che però necessita di aver letto il manga o aver visto i due film precedenti perchè dà scontato che lo spettatore sappia esattamente come funzionano le maghe.

Il succo di Madoka è in sintesi che esistono alcune creature (incubator) molto simili a micetti, in grado di realizzare un desiderio delle ragazzine, le quali in cambio però verranno trasformate in maghe il cui compito per tutta la vita sarà di lottare contro le streghe, creature responsabili di molte morti violente e suicidi nel mondo. Detto ciò, mentre nel manga tutto ruota intorno a Madoka, che arriva a diventare una sorta di divinità, in questo film la protagonista è Homura, che si rende conto che la città in cui vivono è una realtà fittizia fatta per tenere prigioniere le maghe, per delle ragioni che verranno rivelate solo in fondo. Homura indaga per tutta la durata della proiezione, fino a rendersi conto che deve essere proprio una di loro cinque ad aver intessuto l'illusione, ma per quale scopo?  Inoltre chi delle maghette ha ordito questa sorta di gabbia dalla quale sembra impossibile uscire? Se siete curiosi, provate a cercarlo in streaming o a scaricarlo; siccome già da un anno è uscito in Giappone, qualcosa dovrebbe essere già trovabile.

Madoka al suo stadio massimo di potere.

Il film "La storia della ribellione" parte da un punto in cui le protagoniste sanno già come funzionano i loro poteri e quindi non c'è alcuna spiegazione per gli spettatori, inoltre è una storia non autoconclusiva (probabilmente avrà un sequel almeno in Giappone) che stravolge completamente ciò che accade nel manga.




Difetti:

Se uno non ha letto il manga, il film è assolutamente incomprensibile.
Se uno ha letto il manga, il film comunque è attrigatissimo e da ultimo lascia con un senso di incompiutezza.
Nonostante possa sembrare un film complesso, la trama è veramente povera, si può raccontare in 20 secondi.
Ci sono molti punti in cui il regista vuole palesemente allungare il brodo e non ha idea di come fare a raggiungere la durata necessaria per essere considerato un film.
I combattimenti contro le streghe generiche sono insensati, e per quanto piuttosto inquietanti, sono completamente diversi dagli scontri del manga; sono virtualmente dei balletti e delle filastrocche.
Le Puellae si trasformano insensatamente alla Sailor Moon.


Pregi:
Fan art ispirata al film: Madoka e Homura al loro apice.
Alcuni combattimenti sono davvero belli, se il film fosse stato solo di scontri tra le Puellae sarebbe venuto fuori un capolavoro action.
I colori sono molto belli, alcune scene sembrano uscite da film di Miyazaki, altre disegnate a matita ma comunque sempre molto attinenti all'atmosfera che vogliono creare.
I dialoghi. alcuni dialoghi tra le varie protagoniste sono dei capolavori di sensibilità.




Bilancio finale:
Son contento di averlo visto,  però non vale i soldi del biglietto (tant'è che la sala era semivuota). E' capitato che fossi già in zona, altrimenti non sarebbe valsa la pena di spostarsi per guardarlo.
Nel complesso, cercando di fare una critica più oggettiva possibile, arriva a prendere un 6 risicato oscillante tra scene veramente notevoli ed altre seriamente noiose o fuori tema.
Mediamente un'opera tirata via.

Buona visione,

-Imrik-



mercoledì 2 luglio 2014

Final Fantasy Tactics - Il giochino degli spiegoni!

Il protagonista e il suo portabilissimo abbigliamento.

Ah, le vacanze estive! Per gli scolari durano 3 mesi, i maturandi le sognano un po' più a lungo e gli universitari non sanno neanche che cosa siano. La vostra Xenya, però, ha appena finito gli esami dell'università triennale e ha voluto festeggiare! Ora, siccome andare al mare era troppo mainstream, la vostra prode cacciatrice di post dai capelli rossi s'è fatta accompagnare da Imrik a Livorno, e precisamente in un centro commerciale piuttosto famoso. L'idea era quella di prendere un caffè e fare un giro per i soliti negozi d'abbigliamento, cianfrusaglie e qualunque altra roba da ragazza ventiduenne.
E invece no. Perché davanti all'entrata del centro commerciale c'era LUI. Il GAMESTOP. Gioia e giubilio di chiunque possieda una console abbastanza recente, il paradiso di ogni bambino, e decisamente attraente per chi come me si vuole buttare nelle ceste stracolme di videogiochi usati con tutta la testa. Insomma, per farla breve, siamo andati a prendere 'sto benedetto caffè e poi mi sono buttata dentro il negozio senza neanche guardarmi intorno.
E' cominciato tutto dagli espositori con i giochi usati del Nintendo DS, tra gli sguardi un po' perplessi della gente che ancora non è abituata al fatto che una ragazza possa entrare da GameStop senza essere trascinata a forza. Morale della favola, fra i vari giochini minori che non mi hanno convinto più di tanto per via della probabile scarsa longevità, mi ha attirato una scatolina che riportava il nome "Final Fantasy Tactics A2: Grimoire of the Rift". Usato, alla folle somma di 9.98 €, proprio come il Dragon Quest che mi ha fatta innamorare perdutamente. Sembrava un buon JRPG, uno spin off di Final Fantasy.
Insomma, lo prendo e comincio a giocarci dopo aver dato una lettura veloce al libretto d'istruzioni.

Ebbene, ci troviamo in una sequenza lunga e noiosissima nei panni di un ragazzino che, l'ultimo giorno di scuola, non vede l'ora di iniziare le sue vacanze estive (tanto per rimanere in tema), ma viene messo in punizione per essere arrivato in ritardo. Si trova dunque ad andare in biblioteca, dove trova un libro dimenticato sul tavolo e, siccome non è nella natura dei ragazzini farsi i cavoli propri, comincia a leggerlo. Il libro gli chiede un nome: oltre ad essere un po' stronzetto, 'sto tipo è anche un po' teppista, e ci scrive il suo. Sappiamo tutti che farsi gli affari degli altri non porta a nulla di buono: e infatti il teppista atterra in maniera poco aggraziata in un altro mondo, e precisamente in mezzo ad una battaglia con un pollo gigante. Il capo del gruppo di combattenti ci dice giustamente di levarci da tre passi, ma noi no, vogliamo combattere senza sapere neanche dove cavolo siamo finiti!
Entriamo così nel vivo della battaglia (non senza prima aver letto un dialogo pressoché infinito!), e finalmente possiamo prendere controllo del personaggio e delle altre unità. Ci viene spiegato lo stretto indispensabile, e inizialmente non è facile capire come funzioni la battaglia (oltre al fatto che il touch screen non fa mai quello che vuoi tu, e la cosa è davvero irritante!). Inoltre, per quanto il mio livello di inglese sia molto buono, la lingua straniera è un handicap per un neofita. Voglio dire, io non sono mai riuscita a finire Final Fantasy X in italiano...

Beh, dopo la battaglia (inutile dire che ho perso miseramente!), il capogruppo ci spiega che siamo in un clan di un mondo chiamato Ivalice, di cui adesso facciamo parte e a cui possiamo pure dare un nome. Fin qui, niente di strano. Noi gli raccontiamo del fatto che dobbiamo tornare a casa a pulire la biblioteca e tutto quello che è successo, e anche qui tutto a posto. Il problema è che adesso entriamo nel vivo delle spiegazioni, che sono INFINITAMENTE LUNGHE. Ok, è una bella cosa avere una specie di tutorial che aiuti chi gioca per la prima volta, ma c'era proprio bisogno di mettere 10 finestre di dialogo per ogni azione? Infatti, ogni volta che facciamo un'azione nuova, il tipo di turno ci spiegherà il come, il quando e il perché. E siccome le azioni possibili sono davvero tante (equipaggiare e comprare oggetti, scegliere le quest, affrontare esami per far crescere il clan, cambiare classe dei personaggi, aggiustare le abilità, organizzare il bottino...) tutto ciò si traduce in una frustrazione e un fastidio che renderebbero violento il più pacioccone dei santi. Vi basti sapere che ho in cassetta più o meno 3 ore di gioco e ho completato solo 4 quest: il resto sono solo dialoghi! Però le cose essenziali, come quanti HP puoi recuperare usando una pozione, non te le dice nessuno. Santo Cristo, e io gli strumenti che ce li ho a fare se non mi dite come cavolo funzionano?!
Un'altra cosa che mi ha fatto storcere il naso è che non possiamo esplorare la mappa a nostro piacimento. E neanche le città. Possiamo solo scegliere una destinazione o un posto di una città (pub o negozio) e il nostro omino andrà automaticamente a parlare col negoziante. In sostanza, possiamo controllare il personaggio solo nelle battaglie. Ma perché?!
Screenshot di una battaglia.

Beh, tornando per un attimo alla trama, scopriamo che il famoso libro della discordia si scrive da solo ogni volta che portiamo a termine una quest principale: interessante! Dunque, la chiave per ritornare nel nostro mondo risiederebbe proprio nel tomo. Sicuramente originale, niente da dire.

Comunque, questo gioco ha anche degli aspetti positivi, se ve lo state chiedendo. A partire dalla grafica, che è semplicemente adorabile, per arrivare alle battaglie, che sono davvero ben fatte. Una volta preso confidenza coi comandi infatti, sarà molto divertente scegliere e disporre le unità da mandare in battaglia e tener conto delle varie abilità e di alcune strategie, come il fatto che se colpisci alla schiena infliggerai più danni del normale o la possibilità di alcune creature di rispondere a un attacco nemico girandosi e infliggendo danni a loro volta.
Altra caratteristica interessante è l'aspetto "legge": in ogni battaglia ci sarà un requisito da rispettare, come non usare incantesimi di fuoco o non usare armi a distanza. Non è strettamente necessario rispettare la legge, ma farlo darà dei bonus (negli esami dei clan, invece, sarà assolutamente necessario per portare a termine il compito).

Conclusione? Per il momento non mi sta piacendo più di tanto, ma sicuramente continuerò a giocarci per vedere se le cose migliorano, visto che sotto il profilo strategico mi sembra ben fatto e sicuramente ci sono moltissime cose che non posso sapere, essendo ancora all'inizio. Sono abbastanza sicura che nelle fasi più avanzate, con tutte le classi disponibili e tutto il resto, le cose si faranno molto più interessanti.

-Xenya-

lunedì 30 giugno 2014

Come fare armi in "lattice" (nello specifico una spada senza guardia)

Salve, dato che oggi sono in vena di scrivere, vi elencherò qua il modus operandi per fare delle buone armi in "lattice" (anche se in realtà il materiale di costruzione è il plastazoto)  per giochi di ruolo dal vivo o eventualmente cosplay.

Prima di tutto elenco le difficoltà che ci sono di mezzo:
1) Alcuni materiali, come il lattice o l' isoflex, vengono venduti in taniche, quindi alla fine ci si ritrova con il materiale necessario per fare una decina e passa di oggetti, avendo però speso parecchio più del previsto, quindi in caso vi accingiate a comrparne (si trovano i venditori su internet), consiglio una spesa di gruppo di più persone che vogliono cimentarsi.
2) L' isoflex è attualmente di gran lunga il materiale migliore per proteggere le nostre creazioni, ma è altamente tossico: no, sul serio, i suoi vapori sono cancerogeni e solo il minimo odore dà subito alla testa, è assolutamente da usare con maschere antigas a doppio filtro che coprano completamente la faccia.
3) Le stecche di vetroresina se tagliate generano un pulviscolo di fibra di vetro pericoloso per le mucose, da lavorare in caso almeno con occhiali protettivi e fazzoletto davanti bocca e naso.
4) Tra vernici, lattice gocciolante, isoflex etc... vi servirà un luogo adatto per questi lavori, anche per lasciarli asciugare; naturalmente è assolutamente sconsigliato farli asciugare in camera.

Ora, volete ancora cimentarvi? Se sì, bene! Veniamo a cosa serve senza badarne ai costi, supponendo di aver comprato in 5-6 persone il necessario per farsi varie armi:

  • Fogli di plastazoto, è un materiale simile al materassino da ginnastica che si trova nei supermercati ma viene venduto a fogli di vario spessore; solitamente per le armi a 1 mano si usano le misure 0,6 cm e 0,8 cm.
  • Isoflex (si il materiale demoniaco sopracitato, potete provare anche con silicone trasparente ma vi assicuro verrà su una merda di lavoro).
  • Lattice trasparente (che in realtà è bianco al suo stato liquido).
  • Vernici in barattolo.
  • Ammoniaca.
  • Colla Pattex e/o colle analoghe (no il vinavil non tiene).
  • Un cutter con una buona scorta di lamette, forbici, sega a metallo, un pezzettino di stoffa, un pennarello,cartavetrata, una riga e squadre.
  • Pennelli di varie misure, diciamo larghi da 0,5 a 4 cm (e in buon numero), bicchieri di plastica e un phon (consigliato).
  • Stoffa tipo cotone doppio, pelle e/o alcuni metri di corda.
  • Una o più stecche di vetroresina cilindriche, per le armi a 1 mano da taglio si usa un diametro di 0,6, al massimo 0,8 cm ma solo per le cose più pesanti.

Cominciamo ^^

Si prende una stecca di vetroresina e si taglia a misura con la sega, calcolando che l'arma verrà lunga circa 6-8 cm più della stecca. Supponendo di voler fare una spada lunga circa 1 metro e di avere una stecca di 1 metro e larga 0,6 cm, andremo a tagliare una decina di cm ottenendo cosi una stecca di 90 cm circa.
Si pensa a quanto si vuol far larga la lama della spada e alla sua lunghezza: diciamo di voler fare una lama lunga 80 cm e larga 6 cm.
Una volta stabilite le misure, si prende il nostro foglio di plastazoto di 0,6 cm e ci si disegna sopra 3 rettangoli (aiutandosi con riga e squadra) lunghi 80 cm e larghi 6 cm, esattamente quanto vorremo fare lunga la nostra lama. Non abbiate paura a disegnare sul foglio di plastazoto tutte le righe necessarie perchè comunque poi andranno coperte con il lattice mescolato alla tinta.
Quando avremo questi rettangoli, disegneremo in uno qualsiasi di essi  un rettangolino interno ben centrato, largo circa 0,5 cm e lungo 75 cm partendo dal fondo, in modo che questo rettangolino sia sotto la cima di circa 5 cm. Tutto chiaro? Bene: andiamo ora a ritagliare con il cutter la strisciolina/rettangolino e i lati dei rettangoli, in questo modo avremo i 3 rettangoli di cui uno di questi avrà questo canale interno.
Ora prendiamo uno dei 2 rettangoli rimasti integri e spargiamo il pattex su di un lato, in modo uniforme e preciso, poi facciamo lo stesso su un lato del rettangolo tagliato e aspettiamo alcuni minuti che la colla si  asciughi; una volta che la colla è asciutta si vanno ad unire queste due parti facendole combaciare il più possibile.
Una volta preceduto, si prende la stecca di vetroresina e si cosparge anch'essa di pattex, così come l'interno dell'incavo che abbiamo scavato nel rettangolo; inoltre mentre facciamo questo, prendiamo anche due piccoli pezzi di stoffa, diciamo circa 2cm X 2 cm e l incolliamo, sempre tramite pattex, sulle due punte della stecca.
Questi due pezzettini rendono più improbabile l'ipotesi che nell'uso, la stecca che funge da anima della spada, possa lesionarla dall'interno, fornendo una piccola guaina di stoffa tra il plastazoto e la vetroresina.
Anche stavolta facciamo asciugare per alcuni minuti ed andiamo ad incollare, stando attenti a mettere la stecca bene nell'incavo che abbiamo creato.
A questo punto cos'è ventuo fuori? abbiamo un rettangolo di 80 cm di plastazoto con dentro una stecca di vetroresina ben incollata, che sporgerà fuori di 25 cm circa.
Schematizzazione dell'opera.

"panino non ancora sagomato"



Chiudiamo il nostro "panino" dal lato in cui la stecca è ancora visibile con il terzo rettangolo, incollandolo come i precedenti. La cosa migliore da fare a questo punto è prendere dei pesi e mettere la nostra proto-spada in pressione, magari sotto libri o cose del genere. Lasciamo a riposare il tutto almeno un paio di orette e dovremmo aver ottenuto un unico rettangolo multistrato estremamente ben incollato su cui poterci sbizzarrire.
"sagomatura della spada con termocutter"
Armati di riga e pennarello, cerchiamo di disegnare più precisamente possibile i "fili" (ovvero i tagli, le 2 parti convergenti che formano la lama) della nostra arma, in modo da avere un tracciato più diritto possibile, una volta fatto si prende il cutter e si comincia a tagliare il rettangolo sagomando la punta della lama e i "fili", stando bene attenti a cambiare lametta ogni volta che il cutter comincia a fare fatica. Importante in questo processo è stare attenti a non avvicinarsi troppo alla punta della stecca di     vetroresina, altrimenti l'arma diventerà pericolosa e dovrete ripartire da capo.
"spada sagomata ma ancora non affilata"
Una volta ottenuta la silhouette della spada, possiamo pasticciare con il lattice e i colori!
Prendete un bicchiere di plastica o dei contenitori sacrificabili, buttateci un 50% di ammoniaca e 50% di lattice e ricoprite la lama con almeno un paio di passate di lattice senza colore, in modo che i successivi strati di lattice e colore attacchino meglio.
Una volta fatto questo, andate giù di colori, mettendo a seconda del tipo di vernice (questo dovrete valutarlo voi) una quantità di lattice e ammoniaca variabile.
prima passata di lattice e vernice nera
NB: potete variare abbastanza le percentuali, potete fare anche 65% lattice, 30% ammoniaca e circa 5% di colore, verrà più denso e serviranno meno passate, però si lavorerà peggio.
NBB: noterete subito un dettaglio: finchè il lattice è allo stato liquido, avrà un colore biancastro, mentre da asciutto diventa trasparente, questo comporta una cosa: quando ci mettete un colore, tenderà a schiarirlo molto finchè non sarà asciutto. Faccio un esempio: voglio fare un colore azzurro, prendo il mio colore azzurro, lo mescolo con del lattice (bianco) e finchè il lattice non sarà asciutto, l'azzurro sembrerà celeste smorto.
Non vi preoccupate, quando il lattice ascciugandosi diverrà trasparente, il colore azzurro ritornerà a mostrarsi^^.

Che succede quando diamo una mano di lattice misto a vernice? Che la vernice colorerà il plastazoto, ma le parti di lattice diverranno trasparenti in pochi minuti, lasciando la parte dipinta un po' per metà, si vedranno le pennellate e si vedrà lo strato precedente. Nessun problema, per dare un colore unito, dobbiamo fare comunque più strati.
Per fare dei lavori di buona qualità, possiamo sfruttare questo fattore del lattice trasparente per fare sfumature, per esempio faccio uno strato blu scuro, poi faccio un altro strato azzurro, in modo che la lama venga un colore sfumato tra il blu e l'azzurro.

 in queste 3 foto possiamo vedere 3 fasi di asciugatura, dal completamente bagnato al completamente asciutto



Il mio consiglio è fare sempre prima una base di nero o grigio metallo scuro, magari con una percentuale di lattice superiore all'ammoniaca, da spennellare sull'arma prima di andare ai veri colori, ma andiamo per gradi.
Una volta fatto il colore che useremo per la base, andremo a darne uno strato sull'arma, magari abbastanza velocemente per evitare che il lattice cominci ad asciugare mentre spennelliamo generando fastidiosissimi grumi.
Una volta fatta una passata, prima di darne una seconda, mi raccomando, fate asciugare la prima, altrimenti succederà un pastrocchio colossale; per sveltire la procedura, usate il phon senza però usare l'aria troppo calda, altrimenti si rischia di sciupare sia il plastazoto che il lattice creando bolle. Continuiamo a dare strati di colore finchè non è uniforme, solitamente 3-4 strati, e poi cominciamo a dare il colore che vorremmo avesse la nostra arma.
Anche qua usiamo lattice e tinta, finchè a suon di tentativi non otterremo il colore giusto, che apparirà volta volta solo quando andremo ad asciugare il lattice. Non abbiate timore a fare anche una ventina di strati, finchè il colore non sarà come lo vorrete voi.

Con queste tecniche possiamo andare a fare il pomolo della nostra spada: prendiamo 3 quadratini di plastazoto, generiamo un buco per circa 4-5 cm di stecca , li incolliamo, li sagomiamo e li tingiamo, senza dimenticare di "incappucciare" con la stoffa la punta della stecca di vetroresina, per evitare che piano piano, con il proprio peso, la stecca vada a tagliare il plastazoto dall'interno.

Sempre con gli stessi sistemi e con buona dose di manualità possiamo costruire anche guardie più o meno elaborate, ma a livello meccanico non cambia quasi nulla, quindi per ora non ne tratteremo.

Torniamo a bomba: abbiamo il pomolo, abbiamo la lama, se ci siamo voluti impegnare abbiamo anche la guardia. Manca l'impugnatura, che attualmente dovrebbe essere solo un pezzo di vetroresina e qua è facile: si sceglie il materiale con cui ricoprirla (corda, pelle o stoffa) e ci diamo giù di pattex, avvolgendo la stecca di vetroresina in più strati, più stretti possibile per evitare che usandola si ammorbidisca troppo e la presa diventi instabile.

Il lattice è asciutto, l'arma ha la sua forma, manca l'ultima cosa: l'isoflex.
Questo liquido trasparente altamente tossico è un ottimo isolante idrorepellente eserve a creare una guaina protettiva trasparente sulle parti in lattice.
Perchè usare questo materiale?
1 per renderle più scivolose, quindi più resistenti,
2 il lattice con il caldo si scioglie, quindi è basilare una protezione che eviti che l'arma diventi una terrificante carta moschicida;
3 il lattice si sciupa se si lascia molto all'aria, ammuffisce o si imporrisce.

selfie prima di dare l'isoflex=^^=
Fase 1: si cerca un sostegno per appoggiare l'arma durante l'asciugatura, che sarà assai lunga.
Fase 2: ci si mette guanti e maschera antigas, si apre l'isoflex e si comincia a spennellarne uno strato abbondante senza diluirlo su tutte le parti latticiate.
Fase 3, si lascia una nottata ad asciugare.

Di solito si danno 2 passate di Isoflex, per essere sicuri, ma se la mano è abbondante ne basta 1.

Fatto ciò, l'arma è finalmente pronta ^^


Note:
Durante la latticiatura, potrebbero generarsi bolle d'aria: se sono piccole basta bucarle con un ago e premerle, se sono grandi invece va ritagliato via il lattice e risparso sulla parte mancante; tanto saranno le mani ulteriori di lattice a ricoprire l'imperfezione.
Uso l'ammoniaca per diluire invece dell'acqua non per usare un altro materiale tossico, ma semplicemente perchè il lattice già di base è diluito con ammoniaca, inoltre asciuga molto prima dell'acqua.
L'isoflex tende ad asciugare in maniera costante anche se non rapida una volta che è entrato in contatto con l'ossigeno, il mio consiglio onde evitare di buttarne via parecchio è quello di aprire la latta e subito sporzionarne il contenuto in barattolini da riempire fino all'orlo e poi chiuderli. Una volta fatto ciò, andiamo ad usare un solo barattolino. Anche questa procedura deve essere rigorosamente fatta con guanti e maschera, sennò si muore =^^=.

Buongioco ^^

-Imrik-

mercoledì 25 giugno 2014

Giochi da mare

Salve a tutti ^^
Oggi voglio prendere in esame una tipologia di abitatore delle spiagge: il gamer da mare.
C'è una buffa categoria di geek che adora il mare, ma solo se c'è la possibilità di avere dei tavolini o delle sdraio all'ombra per giocare sul litorale.

Baia del quercetano, bellissima location di mare dove vado da anni


Io negli anni, oltre alle classiche partite di triatlon da culi pesanti (tressette/briscola/scopa), ho giocato moltissimo a magic in spiaggia, una volta ci organizzammo anche un torneino casalingo.





Era un po' un must che alcuni di noi, anni fa, portassero addirittura vari giochi in scatola, almeno nelle giornate non ventose: il nostro standard era Talisman, anche se ogni tanto sfornavamo partite a monopoli e risiko.

Talisman, non propriamente un gioco da mare^^

Oltre a giochi non convenzionali da spiaggia, avevamo una tradizione: a Ferragosto passavamo il pomeriggio a costruire una pista da biglie enorme, estremamente lunga e complessa, dopodichè ordinavamo delle pizze e mangiavamo al mare, quindi nel dopocena partiva la mega-partita a biglie.



Un ingrandomento del vecchio Risiko

Eravamo molto giovani e i giochi a cui giocavamo effettivamente erano un po' il peggio del peggio, purtuttavia, tra amici ci si diverte comunque.

A questo punto però partono le domande:

Al mare, voi a cosa giocate?

A cosa avete visto giocare?

Avete anche voi delle tradizioni da Ferragosto?

Buon mare,
-Imrik-

mercoledì 18 giugno 2014

Cecina Comics and Games: recensione a rischio acqua



Ingresso alla fiera di Sabato mattina



Salve a tutti!
Oggi vado a recensire una fiera alla quale sono molto affezionato, in quanto sono uno dei membri dello staff, ovvero il Cecina Comics and Games.
Questa nona edizione è stata minacciata da un meteo avverso in quasi tutta Italia, ma alla fin fine, tranne alcune spruzzate di pioggia, l'evento è andato avanti grazie anche alla logistica del posto, che permette in caso di emergenza di ospitare i vari eventi e le bancarelle al chiuso.





 Andiamo per gradi: la fiera è durata due giorni, sabato e domenica, ma io son andato lì venerdì sera per dare una mano a sistemare il palco e i tavoli per gli standisti.
Giocatori di League of Legends in azione
Sabato la fiera apre al pubblico, sotto una cappa di caldo-umido. L'affluenza è piuttosto ridotta,  anche perchè l'evento principale sarà la domenica con la gara cosplay. La novità del sabato è stato il torneo di Leagues of Legends, il famoso gioco della Riot Games che coinvolge ormai parecchi milioni di giocatori, con circa 60 milioni di accounts attivi. Purtroppo tale torneo ha avuto una serie di intoppi per guasti meccanici, quindi verrà finito in differita; anche se come esperienza ha avuto un buon seguito e merita di essere riproposta, magari con un po' più di preparazione iniziale.  L' evento è proseguito anche dopo cena, con il proiettore adibito alla proiezione della partita "Inghilterra-Italia".



Interno della struttura coperta
C'era un buon numero di bancarelle, da segnalare principalmente l'ampia gamma di prodotti: non è la classica fiera con 50 bancarelle identiche, ogni stand offre prodotti in media diversi rendendo molto difficile andarsene senza aver comprato nulla (complice l'ingresso gratuito alla fiera).
Non sono mancate nemmeno le attività interattive, come i tornei di spada organizzati dal gruppo "warhammer live", tornei di vari ulteriori videogiochi come Call of Duty, così come alcuni tutorial sulla lavorazione della resina da stampo e sul lattice.




La domenica era più freddo sono arrivate molte più persone, tra cui anche un abbondante numero di "babbani", incuriositi dall'evento e dalle persone in cosplay.
Verso ora di pranzo è arrivata anche Xenya e ce ne siamo andati bellamente a scuriosare tra le bancarelle in attesa della gara. Il contest ha presentato un discreto numero di partecipazioni (circa 30 partecipanti totali), ma sinceramente senza notare particolari picchi di eccellenza.
Bambine sul palco in attesa della premiazione =^^=
Oltre ai premi standard come miglior gruppo, premio simpatia, miglior oggetto, miglior femminile eccetera, vi era un premio speciale per il "miglior cosplay in assoluto", ovvero un viaggio con soggiorno di tre giorni pagato a Francoforte, con ingresso al comics della città per rappresentare l'Italia. Tale premio è stato meritatamente vinto da una Mystica, effettivamente superiore agli altri cosplay ma comunque, per quanto ben truccata, non particolarmente somigliante almeno secondo me.
Altri premi distribuiti da segnalare sono il premio Cecina cosplay a due deliziose bambine dell'età stimata sui 5 anni, vestite da principesse.
Peccato non abbia vinto anche una dolcissima e piccolissima Arrietty dal film di Myazaki: "Il mondo segreto sotto il pavimento".
Altra nota di merito a Kaneda Akira, che si è portato anche la moto, così come fece al Cusplay a Pisa.


Purtroppo la band "Le Alabarde Spaziali" non ha potuto esibirsi la domenica sera per via del meteo sfavorevole, ma per il resto è stata una fiera piacevolissima che consiglio un po' a tutti di visitare, soprattutto la fiera del 2015 nella quale festeggeremo il decennale dell'evento ^^.


Ringrazio inoltre Il gruppo della bancarella "Games of Thrones", piacevole ulteriore novità dell'anno.


Una nota negativa va agli autori dei libri autopubblicati, su 6 che ne ho ascoltati, 5 erano completamente inetti sulla grammatica semplice: verbi sbagliati, ripetizioni e descrizioni inutilmente lunghe senza contare la banalità media delle trame. La mia stima va a Angela, l'intervistatrice che per dialogare con loro se li è dovuti leggere tutti. Forza e coraggio. Per il tuo compleanno ti regalo un libro di Sanderson U_U.

sabato 14 giugno 2014

No game no life - Impressioni a caldo


Salve a tutti e benvenuti a una nuova puntata de L'Antro dei geek! Oggi vado a parlarvi della mia prima impressione su No game no life, nuovo anime uscito da poco e attualmente in corso. Per il momento ho visionato solo 5 episodi, quindi va da sé che la mia opinione potrà cambiare in qualunque modo man mano che andrò avanti. Altra piccola specificazione: molti l'hanno messo a confronto con Sword Art Online in virtù di alcuni punti di contatto fra le due opere, ma io sorvolerò su questo paragone perché non ho mai visto SAO. Bando alle ciance, comunque!

La trama è piuttosto originale: nel mondo virtuale esistono 4 personaggi che vincono sempre. Non importa a quale gioco si stia giocando, loro si aggiudicano sempre la vittoria, tanto da diventare delle vere e proprie leggende fra i gamers. Poiché i nomi dei loro account sono vuoti, vengono chiamati semplicemente "Blank". In realtà, questi 4 personaggi sono controllati da due sole persone, ovvero due inseparabili fratelli: Shiro, ragazzina di undici anni e suo fratello maggiore Sora, due NEET (in sostanza persone che non lavorano né vanno a scuola).
Un giorno, i due ricevono una misteriosa mail in cui vengono sfidati a una partita a scacchi: neanche a dirlo, vince Shiro. Arriva quindi un'altra mail, in cui viene chiesto loro se apprezzano il mondo in cui stanno vivendo e se vorrebbero vivere in un mondo diverso, dove TUTTO è regolato da giochi.
I due entusiasti fratellini vengono dunque catapultati in questo mondo e incontrano il suo Dio, Tet, che illustra loro le regole di questo strano e magico luogo.
Shiro e Sora non tardano ad ambientarsi e cominciano subito a sfidare altre persone per completare le varie quest: trovare un posto dove vivere, guadagnare soldi per sopravvivere, eccetera.
Fin qui sembra tutto una simpatica favoletta, ma gli avvenimenti prendono una piega leggermente più triste man mano che la situazione viene approfondita: ci sono 16 razze in tutto, e gli Imanity (ossia gli umani) sono quella più debole, col territorio più piccolo e la situazione più disastrata. Inoltre, al trono sta per salire una persona che ha barato in uno scontro. E poi, quale sarà l'obiettivo finale?
Non vi svelerò di più per evitare possibili spoiler!

E' un anime molto cervellotico, in cui anche una semplice partita a morra cinese richiede allo spettatore una concentrazione notevole per seguire i discorsi sui calcoli della probabilità. Inoltre gli imprevisti sono molto interessanti, e possiamo trovare elementi interessanti come pezzi degli scacchi con volontà propria e trabocchetti simpaticissimi.
Ci sono però degli elementi che non mi hanno convinto del tutto. La grafica è esageratamente moe e non si accosta bene con una trama del genere. Il rapporto tra i due fratellini è così morboso da sembrare quasi un incesto (e per quanto non ci siano scene spinte, è una cosa che non ho mai sopportato negli anime). Le scene comiche mi sembrano o forzate o messe completamente a caso, e a volte entrambe le cose, tanto per riempire lo spazio fra un gioco e l'altro.

In ogni caso non credo che lo dropperò, voglio vedere se andando avanti queste critiche verranno smentite o meno. Inoltre, i giochi (che sono l'essenza dell'anime, a quanto ho potuto vedere finora), per quanto impegnativi da seguire, mi hanno presa abbastanza, essendo un elemento piuttosto originale che distingue questo anime da altri che, alla fine, sono sempre la stessa minestra riscaldata.

EDIT: Sono attualmente in pari con l'anime, ovvero ho visionato tutti gli episodi fino al 9. La situazione si sta facendo complessa e interessante, ma non dirò nulla di più! Per ora non so se consigliarlo o meno... staremo a vedere. Non deludetemi, Blank!

-Xenya-