sabato 5 aprile 2014
"Orfani", l'ultimo fumetto della Bonelli Editore
Salve a tutti.
Da alcuni mesi (Lucca Comix se non erro) è uscito il nuovo lavoro della Bonelli, ovvero "Orfani".
Come premessa vi dico che me lo son fatto prestare alcuni giorni fa e in una notte ho letteralmente divorato i 6 volumi usciti fino ad ora.
Ma che ha fatto la Sergio Bonelli Editore?
Per chi non la conoscesse è la casa editrice che ha pubblicato non solo un gran numero di fumetti, ma anche delle opere estremamente longeve e apprezzate. Volete alcuni titoli? Eccoli qua: Tex, Zagor, Dylan Dog, Mister No, Nathan Never, Martin Mystere, Gea, Lilith e molti altri ancora.
Ma di cosa parla "Orfani"?
E' un fumetto un po' particolare, è diviso in due metà di cui la prima ambientata nel passato, la seconda in quello che è chiamato presente, ma in realtà è una sorta di futuro prossimo.
Nel passato, una sorta di gigantesco raggio proveniente dallo spazio colpisce e incenerisce l'Europa, lasciando solo dei superstiti sparsi in giro.
Un'organizzazione para-militare cerca in queste rovine i bambini sopravvissuti, per farne dei supersoldati da mandare nello spazio a fermare la minaccia aliena. Sempre nella prima parte di ogni numero si vede l'addestramento e la vita di questi ragazzini, sia prima di arrivare al campo d'addestramento che una volta al suo interno.
Nella seconda metà dei volumi si racconta invece di quello che è chiamato "presente" , ovvero dei ragazzini, ormai adulti, che sono arrivati su questo pianeta popolato da alieni e delle loro missioni sul suolo extraterrestre.
La narrazione è più da serie televisiva, piena di imprevisti, colpi di scena e azione, i temi sono forti e crudi, ma mai gratuiti; non è uno splatter sanguinario, ma le cose che accadono sono alla fine sempre molto sensate; per esempio se un personaggio simpatico, brillante, leader fa una cappellata, semplicemente muore, non si salva solo perchè é un protagonista.
Un'altra caratteristica che ho trovato molto interessante è che quando c'è qualche incoerenza, anche i protagonisti si pongono le stesse domande che si fa il lettore, difatti queste incoerenze o apparenti errori, alla fine vengono sempre spiegati in maniera ineccepibile.
Che altro dire? Forse nulla, onde evitare spoiler, tranne che dare il mio spassionato consiglio sul leggerlo, anche per coloro che sono più portati al fumetto orientale.
Spero di avervi fatto venire voglia di darci almeno un'occhiata.
-Imrik-
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mercoledì 2 aprile 2014
Google Maps diventa un Pokédex!
Bentornati sull'Antro dei geek!
So di essere in ritardo, ma non potevo esimermi dallo scrivere qualcosa riguardo al pesce d'aprle migliore di sempre.
Il "signor Google", in collaborazione con Nintendo, ha fatto uno scherzo davvero simpatico: in data 1/4/2014, infatti, l'applicazione Google Maps per smartphone si è trasformata in un vero e proprio Pokédex!
Questo "pesce d'aprile", fruibile da chiunque abbia uno smartphone con sistema operativo iOS o Android, funziona così:
- Aggiornate l'applicazione di Google Maps.
- Apritela.
- Cliccate su "Inizia", dove accanto c'è la Pokéball.
Fatto ciò, sarete immediatamente trasportati al CERN di Ginevra, trasformato in un Laboratorio Pokémon per l'occasione. Nei dintorni potrete già trovare alcuni Pokémon: cliccateci sopra e poi toccate la Pokéball che comparirà accanto alla scritta "Cattura".
Adesso potete incominciare ad andare a spasso per il mondo (basta effettuare una normale ricerca dei luoghi con Maps), catturando tutti i Pokémon che trovate a giro. Sono 150 in tutto, e comprendono sia alcune vecchie glorie che mostriciattoli delle nuove generazioni. La sfida è resa ancora più difficile dalla presenza di diversi doppioni.
Purtroppo, ho sentito dire che l'aggiornamento scade oggi. Peccato! Avevo trovato un modo simpatico per far passare il tempo durante le lezioni in cui mi annoiavo...
L'avete provata? Cosa ne pensate? Io ho catturato una settantina di Pokémon nel giro di 2 giorni. I miei studi ne hanno un po' risentito...
-Xenya-
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lunedì 31 marzo 2014
Sigle dei cartoni animati vecchie e nuove
Allora, ho appena finito di vedere il video di Dario Moccia (per chi non lo conoscesse, è uno youtuber abbastanza conosciuto nel panorama nerd/otaku. Cliccate QUI per guardare il già citato video), dove si va a ragionare di sigle di cartoni animati, con tanto intervista a Giorgio Vanni. Approfitto del blog per aggiungere alcune cose sia a titolo generale che personale:
Sento, come dice Giorgio Vanni, tanta gente che critica le canzoni dei cartoni come "banali", oppure troppo povere di tecnica..... Beh, allora vi faccio un esempio: prendete una qualsivoglia canzone mediamente pop inglese o americana e traducetela, poi vediamo i testi.
Stesso discorso, prendete il Gangnam style e ditemi se è diffficile da suonare...
Per il resto vorrei spezzare un mazzo di lance a favore dei vari compositori, principalmente Alessandra Valeri Manera, ovvero la principale paroliera di Cristina D'Avena, che oltre a essere una bravissima autrice, ha anche una capacità vocale davvero considerevole, mentre la D'Avena, per quanto possa essere intonata, deve ringraziare sia un nucleo di fans molto nutrito sia un tono di voce che si presta benissimo al genere della sigla.
Attualmente il mondo dei cartoni animati si divide in 2 generazioni, quella dei Cavalieri del Re, degli Oliver Onions (tra l'altro autori delle colonne sonore della maggior parte dei film di Bud Spencer) e quella di Giorgio Vanni / Cristina D'Avena.
Non vi chiedo quale preferite, perchè dipenderà tantissimo dalla vostra età e dai ricordi legati ai cartoni; vi chiedo piuttosto: in scala da 1 a 10, di media che voto dareste all'insieme delle sigle di cartoni vecchi e nuovi? Qua la mia personale classifica:
L'uomo tigre -> 9
Ken il Guerriero (apertura prima serie) -> 10
Daitarn -> 7
He-Man (quella vecchissima; si è una sigla fatta col cu*o ma a me piace) -> 8
One piece - Tutti all'arrembaggio (prima siglia italiana) -> 10
Pokémon (prima sigla apertura) -> 7
Digimon (prima sigla apertura) -> 5
DragonBall (sigla italiana prima serie) -> 7
Sailor Moon (prima siglia apetura) -> 8
Street fighter -> 10
E' quasi magia Johnny -> 7
[Xenya è in un angolino che proclama di dissociarsi da questa classifica.]
-Imrik-
sabato 29 marzo 2014
DATE COME SE PIOVESSERO!
Salve a tutti e bentornati su queste pagine virtuali! Oggi la vostra Xenya vi porta un paio di novità riguardanti le fiere del fumetto toscane! E ricordatevi che domenica 6 io e Imrik saremo al Romics... io sono già in febbricitante attesa! Naturalmente scriveremo qualcosa a riguardo! Nel frattempo, ecco alcune date:
- Il 12 e 13 aprile ci sarà il Ludicomix a Empoli.
- Il 26 aprile sera si terrà un ballo in cosplay a Lucca. L'ingresso è gratuito!
- Il 24 e 25 maggio avrà luogo la 3a edizione del Castel Comics, nella suggestiva Castiglione della Pescaia. L'ambientazione ideale per le foto è garantita, sia grazie al castello medievale che allo splendido mare!
- Ho parlato con due dei principali organizzatori del Ludogrifo (Grosseto), che mi hanno dato sia la conferma delle date che l'autorizzazione a pubblicarle: l'evento si svolgerà il 31 maggio e il 1 giugno e, a quanto ho sentito, ci saranno delle succose novità!
-Xenya-
giovedì 27 marzo 2014
GO to DMC! - Pagine molto metal
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| Krauser II. |
E così ho cominciato a seguire il manga di Detroit Metal City, edito dalla Goen, facilmente reperibile nelle fumetterie e arrivato attualmente al numero 5. Oltre a far impallidire qualunque cattolico grazie alle sue copertine grondanti metal estremo, il manga "vanta" un disegno rozzo, volgare e poco pulito: insomma, semplicemente perfetto per il tema trattato!
La trama è semplice: Negishi Soichi, ragazzo di campagna appassionato di pop svedese, si trasferisce a Tokyo non solo per frequentare l'università, ma anche per coltivare il suo sogno di diventare un musicista dedito al genere di cui sopra. Intanto però (e non ci è dato di sapere come) si ritrova ad essere vocalist nonché leader di un gruppo death metal abbastanza noto, i Detroit Metal City appunto, con lo pseudonimo di Johannes Krauser II. Principalemente a causa della violenza dei testi scritti dal nostro impacciato e timidissimo Negishi e delle performance ai limiti della decenza, il gruppo è costantemente al centro di assurde leggende.
Non a tutti è dato sapere il segreto di Negishi, dal momento che a lui il death metal neanche piace e i suoi genitori e la ragazza di cui è innamorato non lo accetterebbero mai.
Sì, la trama è banale: non lo è altrettanto, però, l'alternanza di carattere del protagonista, che si ritrova a combattere con le sue due personalità (Krauser e Negishi) nei momenti meno opportuni, finendo in situazioni sempre ridicole, imbarazzanti e che fanno piangere il lettore... dalle risate.
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| Sì, sono la stessa persona. |
Arrivata al numero 4, devo ammettere che il tono delle gag mi sembra un po' calato. Più che la ripetitività, il maggior difetto di questo manga sta nel dover trovare a tutti i costi pretesti per far fare figure imbarazzanti al povero Negishi, cosa a mio parere non sempre ben riuscita. Del resto, non è mica facile tenere in piedi 10 volumi di manga senza una trama vera e propria, soprattutto quando l'unico fattore che lo fa andare avanti è l'umorismo! Io comunque continuerò a seguirlo fino alla fine... perché sotto sotto, ogni volta che leggo un volume non vedo l'ora di sapere cosa succederà nel successivo!
Detroit Metal City è la commedia dell'equivoco, che enfatizza e, perché no, prende per i fondelli le leggende che ruotano intorno ai gruppi metal. Attenzione però: l'intento del manga non è né di osannare il genere musicale in questione né di ridicolizzarlo. DMC ha solo la pretesa di farci ridere come matti grazie alle mille assurdità combinate dal protagonista. E' mia modestissima opinione che DMC sia classificabile come manga estremamente di nicchia. Mi spiego: se siete dei puristi del metal che si scandalizzano quando la vostra musica preferita viene toccata, non seguitelo, potreste farvi il sague amaro senza ragione. Ve lo sconsiglio fortemente anche se non siete appassionati del genere: solo chi è invischiato un minimo nel panorama metal può capirlo ed apprezzarlo appieno.
Se volete provarlo senza spendere, tanto per vedere di cosa si tratta, può valere la pena dare un'occhiata all'anime: è composto da soli 12 episodi e potrebbe essere utile per decidere se acquistare il manga o meno.
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| He's real! Immagine tratta dal live action. |
Naturalmente non posso dare un guidizio definitivo finché non avrò letto il numero 10, che conclude la serie. Ma, visti gli scherzoni che mi sta giocando la Goen, temo che dovrò aspettare fino alla fine dell'anno per vedere concluse le avventure di Krauser II. Nel frattempo, aggredirò il numero 5 sperando in una mezz'ora di sane risate!
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lunedì 24 marzo 2014
REBOOT IS COMING!
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| La prima immagine ufficiale del reboot. |
Quando poi ho cominciato a collezionare manga, ho deciso di seguire anche quello dell'eroina che veste alla marinara, aspettandomi di trovare qualcosa di completamente diverso da ciò che mi era stato propinato dalla Mediaset.
Le mie aspettative non sono state disattese: il tratto delicato della disegnatrice Naoko Takeuchi e la trama, estremamente più adulta di quello che potrebbe sembrare guardando l'anime "dal successo planetario" [cit.], si distanziano nettamente dalla trasposizione animata banale ed infantile tratta dall'opera originale.
A questo punto potreste pensare ad una banale recensione del manga. Eh no, uno mica può fare sempre recensioni! Quello di cui vi voglio parlare è ben altro.
La Toei Animation ha finalmente deciso di fare un reboot delle avventure dell'eroina della nostra infanzia. Ma non sarà assolutamente un remake della serie animata che tutti conosciamo, bensì un adattamento più fedele al manga, quindi con disegni e trama totalmente differenti da quelli a cui tutti sono abituati.
Ho fatto una veloce ricerca sul web: l'anime, dal titolo Sailor Moon Crystal, dovrebbe uscire in Giappone a luglio dell'anno corrente, e sarà visibile grazie al sito Niconico.
Nel frattempo, la Toei alimenta le speranze dei fan ufficializzando una prima immagine della nostra eroina (sì, quella che vedete in alto a sinistra!). Sembrerebbe proprio che il tratto della nostra Takeuchi abbia finito di essere straziato da contorni troppo netti e colori tanto vivaci da far male agli occhi...
Ma, sempre cercando su Internet e seguendo le varie pagine Facebook che se ne occupano, ho trovato un'altra immagine, che pubblico qui a destra. E non è l'unica immagine che ho trovato con questo strano stile di disegno!
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| La seconda immagine. Eh? |
A questo punto, sono un po' confusa e non so davvero cosa aspettarmi da questo reboot. La trama seguirà fedelmente quella del fumetto? I delicati ed eterei disegni della Takeuchi saranno brutalmente stuprati un'altra volta oppure no? E il sesso dei personaggi rimarrà finalmente lo stesso del manga, invece di essere cambiato a piacimento per non turbare gli innocenti animi dei bambini (cavolo, se ne accorgono che le Starlight sono uomini che si trasformano in donne, non sono mica scemi!)? Dal canto mio, spero proprio che il chara design non venga stravolto e di godermi la storia d'amore fra Uranus e Neptune senza gli stupidi filtri della censura. Insomma, ho aspettative medio-alte per questo reboot. Toei, non deludermi!
Sicuramente lo guarderò non appena uscirà sottotitolato. E voi?
-Xenya-
sabato 22 marzo 2014
IL COSPLAY DA ZERO A CENTO!
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| Fare questo cosplay richiede l'ipoteca della casa. |
Spesso in fiera vedo ragazze con costumi talmente imponenti che non riescono neanche a passare fra gli stand, magari corredati da parrucche, ali, armi e accessori vari ed eventuali. E ogni volta mi viene da chiedermi: ma quanto ci avranno speso?
Tanto, mi verrebbe da dire. Se l'hanno comprato su Internet, come si ritrovano a fare molte persone che (come la sottoscritta) non hanno manualità/tempo/voglia sufficienti per imparare a cucire, posso ipotizzare una cifra che oscilla dai 100 ai 200 € a seconda della complessità del costume. E' inoltre risaputo che su Internet il prezzo viene gonfiato come un vetro di Murano e spesso la qualità è pure medio-bassa (volete comprare qualcosa su Milanoo? Pensateci due volte!)
Eh, direte voi, ma c'è anche gente che i costumi se li fa da sola, così risparmia! E' indubbio che alcune persone producano con le proprie mani piccoli capolavori di arte sartoriale, ed è altresì vero che darei un occhio per avere un briciolo della loro pazienza e abilità. Ma siamo proprio sicuri che risparmino così tanto? Che io sappia, le stoffe non vengono regalate e anzi, alcuni tessuti hanno un prezzo così proibitivo che mi viene il dubbio che vengano venduti al carato piuttosto che al metro.
Una volta ho fatto un cosplay che prevedeva una gonna a pieghe. Ebbene, questo simpatico capo di vestiario è venuto a costare ben più di tutti gli altri accessori messi insieme: per fare in modo che una gonna abbia le pieghe, infatti, dev'essere qualcosa come il doppio della propria circorferenza. Io sono una taglia 38-40 e pure tappa, quindi non è che di stoffa me ne servisse tanta. Ciononostante, ho finito per spenderci più o meno una trentina di euro!
Una cosa che potrebbe permettere di risparmiare davvero sarebbe quella di cercare scampoli di stoffa al mercato, ma qui la cosa diventa un mix di sudore e bestemmie rotanti: la stoffa non è quella giusta, il colore non è adatto, il tessuto è perfetto ma non ne hanno abbastanza... insomma, tanti auguri!
Mettiamoci poi la parrucca: che voi siate sarti provetti o imbranati cronici, alcune acconciature o colori di capelli sono davvero improponibili da portare nella realtà. Quindi, a meno che non abbiate la fortuna di avere i capelli adatti (sì, io mi sono tinta apposta per fare un cosplay... ma non tutti sono fuori di testa quanto me!), una parrucca vi servirà. Costerà di più o di meno a seconda della lunghezza, ma una cosa è certa: difficilmente spenderete meno di 15 € per acquistarla.
Ora, poniamo che il vostro cosplay preveda dei guanti, un cappello e un'arma. Certo, potete andare al negozio dei cinesi dietro casa e dal giocattolaio, ma comunque almeno una decina di euro prenderanno il volo dal vostro portafogli. Il prezzo aumenta, poi, se l'arma è fai-da-te: nel caso ve la fabbrichiate da soli, vi serviranno i materiali, se invece la farete fare a qualcuno, quel qualcuno pretenderà (e a ragione, direi) anche il costo della manodopera.
Se poi avete bisogno di un sottogonna molto ampio, a meno di farlo col fil di ferro e trovarvi le gambe graffiate e sanguinanti a metà fiera, potreste ritrovarvi con crisi esistenziali davvero degne di nota...
Infine, aggiungiamo le scarpe: croce e delizia delle cosplayer, sono forse la cosa che costa di più in assoluto, a meno di averle già in casa e rivestirle. E quelle non costano pochissimo neanche dal cinese, purtroppo!
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| Idea di cosplay semplici ed economici. |
Insomma: l'unica soluzione per un cosplay a costo zero sembrerebbe quella di raccattare pezzi di cose a caso dalla discarica! Beh, in effetti è così. Il cosplay completamente gratis non può essere fatto! Attenzione però: gratis non è sinonimo di economico. Anche se un costume non può essere gratuito a meno di essere regalato, non è scritto da nessuna parte che un cosplay abbia per forza di cose prezzi allucinanti. Qui ci vengono incontro le cose che abbiamo nell'armadio: molto spesso, infatti, acquistiamo capi di abbigliamento (spesso oltremodo stravaganti) impulsivamente, che poi non mettiamo praticamente mai e che, grazie a un pizzico di fortuna e operando qualche lieve modifica, possono permetterci di interpretare il personaggio dei nostri sogni alla perfezione... e con un costo davvero basso! Prendete ad esempio i Fantagenitori: sono una vera e propria miniera di personaggi con vestiti semplicissimi e, di conseguenza, molto facili da assemblare.
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| Silver da Pokémon Adventures. |
Ah, a distanza di due anni, ho ancora quel colore di capelli.
-Xenya-
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